,

Brescia, "pattumiera" della Lombardia

Brescia è il fanalino di coda della Lombardia nella raccolta differenziata dei rifiuti. Nella nostra provincia la percentuale di raccolta è ferma infatti al 39,5% mentre la media regionale è attestata al 47%, con punte che superano il 50% in zone particolarmente virtuose come Bergamo, Cremona, Lecco, Varese e Lodi. Peggio della provincia bresciana solamente Pavia, con una raccolta differenziata fissata solamente al 27,4%.
Il dato sconfortante emerge dal seminario sulle politiche di smaltimento dei rifiuti in Lombardia promosso ieri in Consiglio regionale dall’IReR, l’istituto di ricerca e statistica della regione.

Dall’incontro è risultato un quadro a luci ed ombre. Regione Lombardia spende ogni anno 1.143,412 milioni di euro per la gestione dell’igiene urbana, pari a 118,30 euro all’anno per abitante. La cifra comprende una lunga serie di voci che vanno dai costi sostenuti dall’ amministrazione per pulire le strade alla cantierazione di politiche per un più efficace smaltimento dei rifiuti. La Lombardia, pur confermandosi il maggior produttore di rifiuti a livello nazionale, ha ottenuto il primato nazionale nello smaltimento, portando in discarica la minore quantità di rifiuti urbani (1,8%) rispetto al totale prodotto. Negli ultimi otto anni infatti, la regione è riuscita ad abbattere del 79% la percentuale dei rifiuti lasciati nell’ indifferenziata e nel contempo, tramite la raccolta differenziata, ha incrementato del 77% il recupero dei materiali dismessi e dell’energia. Per quanto riguarda Brescia, nonostante la raccolta differenziata stenti a decollare, la nostra provincia risulta la seconda in Lombardia, dopo Milano, ad aver avviato a termovalorizzazione la quantità più elevata di rifiuti, 395.549 tonnellate nel 2008.

DEL RESTO, a leggere il dossier fornito dall’IReR, di materiale da bruciare ne abbiamo davvero molto. Risulta infatti che Brescia è prima nella classifica lombarda per la produzione di pro capite di rifiuti urbani, con 613,3 chilogrammi di rifiuti per abitante generati ogni anno. La produzione totale lombarda di rifiuti si è attestata nel 2007 intorno ai 20 milioni di tonnellate, di cui 1,8 milioni classificati come pericolosi. La Lombardia poi produce da sola il 20% dei rifiuti speciali non pericolosi e il 30% di quelli pericolosi dell’intero Paese.
Negli ultimi sette anni la produzione di questo tipo particolare di rifiuto è aumentata in Lombardia del 47% ma, a differenza dei rifiuti urbani, il destino dei rifiuti speciali lombardi per il 25% dei casi è la semplice discarica e non la raccolta differenziata. Ecco allora che si torna a parlare della nostra provincia perchè proprio qui si concentra il maggior numero di discariche qualificate per trattare i rifiuti speciali, ed è sempre da noi che viene generato il maggior quantitativo di questi rifiuti. Brescia è infatti la prima produttrice di rifiuto da lavorazione industriale con 3.397.905,7 tonnellate nel 2007, seguita da Milano (2.876.612,9 tonnellate) e Bergamo (1.709.426,4 tonnellate). Questa eccezionale presenza di rifiuti speciali e di 11 impianti di smaltimento degli stessi, i numeri sono i più alti di tutta la Lombardia, tratteggiano una realtà complessa che in parte si spiega con la presenza di grandi impianti produttivi industriali e in parte con la creazione nel Bresciano di poli specializzati nel settore del trattamento di questi particolari rifiuti.

A LIVELLO NAZIONALE il decreto legislativo 152 del 2006, integrato dalle normative europee del 2008, fissa i prossimi obiettivi di raccolta differenziata al 60% per il 2011 ed al 65% entro il 2012. La Lombardia sta puntando ad ottenere la realizzazione della raccolta differenziata al 50% su tutto il suo territorio, richiamando i cittadini ad uno sforzo comune. Gianbattista Ferrari, consigliere regionale del Pd e membro della commissione Ambiente, ha così commentato che «Il tema, dopo i buoni passi avanti compiuti dai comuni lombardi, è decisivo e non può essere lasciato solo alle innovazioni volontarie delle imprese e del mercato. In Consiglio giace da due anni un progetto di legge del Pd per promuovere con più forza la riduzione dei rifiuti. A Brescia, provincia scelta come “pilota” dalla Regione per la sperimentazione nella riduzione dei rifiuti, i risultati tardano a venire. In molti ambiti siamo ancora alla sperimentazione embrionale».
Il presidente del consiglio regionale Davide Boni ha invece sottolineato che «la vera sfida per i prossimi cinque anni sarà quella di elevare la qualità della vita dei cittadini lombardi ed è per questo motivo che il tema dello smaltimento dei rifiuti acquisisce più che mai un’importanza fondamentale».

(fonte: bresciaoggi)