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20 luglio 2018

Palazzolo: la scure dei tagli non risparmia gli oratori


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Solo il Piano per il diritto allo studio è stato risparmiato dalla scure dei tagli imposti a Palazzolo dal clima di austerità che affligge tutti gli enti locali.
L’ultima seduta del Consiglio comunale ha ratificato la contrazione del gettito delle contravvenzioni e degli oneri di urbanizzazione, già paventata in sede di presentazione del preventivo dalle minoranze di Pd e Civica Impegno Palazzolo che chiedevano di ridurre la previsione di entrate di mezzo milione.
SOLO GLI INVESTIMENTI per l’istruzione pari a 1,6 milioni, (11 mila euro in meno rispetto al 2009), sono rimasti sostanzialmente invariati. Per il resto solo pesanti aggiustamenti al ribasso approvati a maggioranza dall’esecutivo.

La «manovrina» varata dall’assessore al Bilancio Armando Turra ha ridimensionato le rate di ammortamento previste per contrarre due milioni di euro di mutuo di opere pubbliche ma anche gli stanziamenti destinati ad altri segmenti della vita sociale. Fra questi spicca il contributo per gli oratori sceso da 230 mila a 110 mila euro. Il voto ha fatto registrare l’astensione di Selina Grasso e Alessandro Belotti di «Palazzolo cambia» mentre le delibera è stata bocciata dai consiglieri del Pd.

SEGUENDO LA LINEA di comportamento decisa in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso contro l’ineleggibilità del consigliere del Pdl Francesco Beghetti, Tarcisio Rubagotti di «Impegno Palazzolo» e Luisa Sala di «Pdl-Intesa 852» hanno partecipato al dibattito ma sono usciti dall’aula al momento del voto. In apertura di seduta si è parlato del bar galleggiante Controcorrente che giace sui fondali dell’Oglio dal mese di maggio. Il sindaco Alessandro Sala ha comunicato all’aula che il Ctu ha chiesto al tribunale di autorizzare smontaggio, recupero e deposito in un magazzino comunale del locale sommerso. Ma non è chiaro quando e come sarà ripescato il bar. Il dibattito si è acceso sulla richiesta dei committenti della Vam, il «Villaggio Angelo Marzoli resort» che sorgerà nell’area industriale dismessa. I privati – accusando il Comune di «ostruzionismo e clausole vessatorie» – hanno comunicato di rinunciare alla variante urbanistica chiedendo il rimborso dei presunti 2,85 milioni di euro anticipati per gli oneri. Sala ha precisato che la Vam ha versato solo 143 mila euro di oneri e 289.714 euro per una sanzione che ha consentito la sanatoria. «Se i privati vogliono tornare al progetto originario sono liberi di farlo – ha concluso il sindaco – ma se poi la cittadinanza riterrà l’intervento uno scempio urbanistico bisogna chiarire fin da ora che è figlio della maggioranza uscente guidata dal sindaco Silvano Moreschi».

«QUEL PIANO – HA REPLICATO Rubagotti, assessore della Giunta Moreschi – è stato approvato dagli stessi consiglieri della Lega-Pdl, partito di cui allora Sala era coordinatore. Il nostro esecutivo accertò una serie violazioni urbanistica nel lotto Marzoli. Abusi per i quali a differenza di Moreschi, il sindaco in carica ha concesso la sanatoria senza ottenere in cambio le migliorie promesse dai privati»

(fonte: bresciaoggi)

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