Palazzolo. Il bar affondato verrà smontato pezzo per pezzo.

Brusca accelerata nelle operazioni di recupero del bar «Controcorrente» dal 5 maggio arenato sui fondali del fiume Oglio a Palazzolo.
Il tribunale di Brescia ha accolto tutte le richieste avanzate dal Ctu Francesco Pezzagno incaricato di accertare le cause dell’affondamento del locale galleggiante.
Fallito a luglio di riportarlo a galla, il consulente tecnico d’ufficio, ha chiesto al giudice di poter smontare la struttura e portarla in secco. Un’operazione propedeutica all’allestimento di un modello in scala ridotta che simulare il comportamento della piattaforma galleggiante in acqua.

Ieri intanto il sindaco di Palazzolo Alessandro Sala e Pier Francesco Feriani, hanno illustrato le modalità del recupero del bar. «L’operazione – ha garantito il primo cittadino – avverrà senza costi per la comunità grazie all’opera dei volontari di un comitato di cittadini di buona volontà». I volenterosi saranno coordinati dai Vigili del fuoco e della Protezione civile di Palazzolo, con il supporto di alcune imprese locali che metteranno a disposizione, senza spese, mezzi e attrezzature necessarie.
Il bar controcorrente sarà smontato, e portato all’interno del parco nel tendone della Protezione civile per gli accertamenti sulla struttura e da lì conclusi gli accertamenti nei magazzini del Comune in attesa di decidere che farne.
Illustrando la decisione del giudice Stefano Rosa, che ha concesso altri 60 giorni per concludere le perizie sull’affondamento, Alessandro Sala sottolineando che il Ctu ha accolto l’offerta dai volontari, che consentirà al comune di risparmiare 27.500 euro. Sala ha anche criticato l’opposizione per avere diffuso le cifre ipotizzate dal Ctu.

La realizzazione del modello e le prove di simulazione saranno affidate al Politecnico di Milano.
Sullo sfondo resta aperto il dibattito sulla decisione del Comune di inaugurare la struttura senza attendere il completamento delle procedure di collaudo tecnico e amministrativo. A questo proposito, Pier Francesco Feriani ha voluto precisare che l’apertura del locale prima della conclusione dell’iter burocratico non poteva e non ha creato rischi per le persone.
Il tecnico comunale non ha saputo indicare il costo esatto della struttura spigando che la cifra richiede un calcolo complesso che tenga conto dell’appalto.

(fonte: bresciaoggi)