Palazzolo: da oggi i volontari ripescano il bar

Palazzolo. Lavori in corso, da oggi. Entrano infatti in azione questa mattina i volontari chiamati dall’Amministrazione comunale per ripescare dall’Oglio il bar-centro servizio «Controcorrente» affondato dalla piena del fiume nella notte fra il 5 ed il 6 maggio scorso. Squadre di volontari della Protezione civile smontano la struttura metallica per poi trasportare e stoccare tutti i pezzi nel magazzino comunale, a disposizione del consulente tecnico d’ufficio e dei vari periti chiamati a far luce sulla causa (o cause) dell’improvviso affondamento a fronte di una piena considerata normale. Durante le operazioni – che si protrarranno per cinque sabati – il parco «Metelli» e l’adiacente parcheggio rimarranno chiusi al pubblico, sulla scorta di un’ordinanza comunale.

Oggi, il 6, 13, 20 e 27 novembre quindi volontari al lavoro, dalle 8 alle 15 circa, per riportare a galla e togliere dal fiume la grande boa (20 metri di diametro, 100 e più tonnellate di peso) finita al centro di una vigorosa polemica. I volontari (in pista gli uomini del gruppo comunale della Protezione civile, gli Alpini e altri palazzolesi inquadrati all’interno di associazioni di volontariato o di imprese locali) oggi allestiscono il cantiere ed iniziano a traslocare tutti gli arredi e le strutture mobili ancora presenti all’interno del «Controcorrente» per poi dedicarsi alle operazioni di smontaggio vere e proprie, sotto la stretta direzione dei tecnici comunali. Contrariamente da quanto ipotizzato quindici giorni fa, tutti i pezzi verranno trasportati immediatamente al magazzino comunale di via Gardale e non stoccati nel parco, dove inizialmente l’Amministrazione pensava di installare la tensostruttura della Protezione civile.

Facendo leva sulle forze del volontariato e di alcune imprese che mettono a disposizione uomini e mezzi, l’Amministrazione comunale intende far fronte al recupero del bar affondato a costo pressoché zero, come tra l’altro annunciato dal sindaco Alessandro Sala.
Ovviamente le operazioni di ripescaggio si rendono necessarie, in questa prima fase, per completare l’accertamento tecnico preventivo richiesto dal Tribunale. Tutte le strutture portanti (galleggianti in testa) saranno infatti passati alla lente d’ingrandimento dai tecnici per accertare le cause di quel disastro. Il bar-centro servizi – costato mezzo milione di euro e fiore all’occhiello del parco fluviale intitolato alla memoria del sindaco Giampietro Metelli – è infatti affondato a nove mesi dall’apertura al pubblico, con gestione affidata alla Cooperativa sociale.

(fonte: giornaledibrescia del 30/10/2010)