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Palazzolo.Wictor, ultimi aggiornamenti.

Il cancello di ingresso della Wictor di Palazzolo sull’Oglio: l’azienda è fallita lo scorso 30 settembre, ma il curatore si augura l’arrivo di un cavaliere bianco.

«È un’azienda appetibile perché moderna, efficiente, con ottime maestranze. E i prodotti sono molto apprezzati dal mercato». L’oggetto del discorso è la Wictor di Palazzolo sull’Oglio, azienda fallita a fine settembre. Chi parla, invece, è il curatore fallimentare dell’azienda, Giovanni Lorenzo Peli, che nei giorni scorsi ha pubblicato un avviso per tutti gli imprenditori interessati a rilevare la fabbrica di colle e adesivi.

«Fino al 30 novembre – spiega Peli – è possibile presentare offerte tanto per l’affitto, quanto per l’acquisto. Naturalmente, una strada potrebbe essere quella di passare attraverso l’affitto prima di rilevare definitivamente l’azienda». Le offerte che giungeranno sul tavolo del commercialista bresciano saranno analizzate su base economica, ma non solo. «Verificheremo – aggiunge Peli – che venga presentato un piano industriale serio, in grado di garantire la continuità produttiva».

Il commercialista spiega che contatti con imprenditori ci sono già stati, ma ora devono concretizzarsi in offerte. In ogni caso, fino a fine mese, chiunque può presentare una propria proposta, anche se finora non ha preso contatti con la curatela.

«Il nostro primo intervento, subito dopo il fallimento – dice ancora Peli – ha avuto come obiettivo la tutela dei beni e degli impianti, messi in sicurezza. Questo perché la Wictor possiede macchinari all’avanguardia e perfettamente funzionanti». Successivamente, sono stati chiesti tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per gli 80 dipendenti dell’azienda, che ora sono in cassa integrazione straordinaria.

Anche i lavoratori, con il sindacato, si associano all’appello della curatela: tutti aspettano un cavaliere bianco che rimetta in moto la fabbrica. Anche perché, come si ricorderà, la Wictor (di proprietà della famiglia Busetti) è arrivata al capolinea per motivazioni di natura finanziaria, più che per ragioni industriali.

Un primo segnale della grave crisi è arrivato lo scorso febbraio, quando i lavoratori sono scesi in sciopero dopo il mancato pagamento degli stipendi arretrati. Alla fine di maggio, la famiglia Busetti ha scelto la strada della liquidazione volontaria. In estate, dalla Puglia, è stata presentata un’offerta per rilevare l’azienda, ma la trattativa con la proprietà non è andata a buon fine (la proposta industriale, peraltro, non convinceva neppure i sindacati, anche perché erano previsti significativi esuberi).

Il fallimento è arrivato a fine settembre, ma ora per la Wictor si aprono nuove possibilità. La curatela ci crede.

(fonte: giornaledibrescia)