Palazzolo. Beghetti resta fuori dal consiglio: bocciato il ricorso.

Palazzolo. La bocciatura, avvenuta ieri, del ricorso di Francesco Beghetti contro la revoca del suo mandato di consigliere comunale rafforza la maggioranza di Alessandro Sala a Palazzolo, che intanto ha deciso di opporsi solo per vie legali e istituzionali alla cava di Telgate, di cui discuterà questa sera alle ore 21 il Consiglio comunale bergamasco. Commentando le conclusioni del Tribunale di Brescia sul ricorso contro la revoca del suo mandato nelle fila del Pdl, che con la Lega forma la maggioranza capeggiata da Sala, Beghetti ha detto: «Attendo coi miei legali di leggere le motivazioni con cui il giudice, compensando le spese, ha respinto il ricorso, per valutare altre iniziative».

Commentando insieme alla sentenza anche l’ordine del giorno del consiglio comunale di stasera a Telgate (sulla cava Ate g39 sul confine di Palazzolo) Gabriele Zanni, segretario del Pd sostiene: «La maggioranza Pdl-Lega, al governo di Palazzolo da quattro mandati, più attenta ai suoi equilibri interni che ai cittadini, si distingue per non vedere o nascondere problemi, scoprendoli solo dopo interventi dell’opposizione: la cava Ate g 39, approvata da due anni in Regione e in Provincia dalla stessa maggioranza Pdl e Lega, è stata scoperta dopo le nostre interrogazioni. Pdl e Lega hanno respinto la nostra mozione, che chiedeva una commissione intercomunale sull’Ate 39.»

«La cava, quasi venti ettari di scavo – osserva ancora Zanni – non si potrà fermare come ci auguriamo, pronti a rendere loro merito se ci riescono. Assessore e sindaco per giustificare il rifiuto hanno dichiarato che la fermeranno: ci auguriamo che ci riescano, ma rifiutare una commissione intercomunale quando manca solo la convenzione tra cavatore e Comune di Telgate, ci impedirà non solo di bloccarla ma di controllare il rispetto delle regole e gli effetti negativi sulla viabilità di Mura, pagata per intero da Palazzolo, già ora in difficoltà».

A Telgate l’assessore Cristian Bertoli, a nome della Giunta, spiega: «Diremo no a una commissione intercomunale, ma raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ne proporreremo una comunale, con rappresentanti di maggioranza e minoranza». La cava, inserita nel 2004 nel piano cave provinciale di Bergamo, approvata senza opposizione in Regione nel 2008, preoccupa non solo per la grandezza ma pure per la successiva destinazione a discarica. Entro otto anni dall’inizio dell’escavazione, la cava, 16,2 ettari profonda 20 metri, accoglierà 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti inerti, generando un forte incremento del traffico di mezzi pesanti cui sulla viabilità di confine palazzolese, su cui si scaricherà anche il traffico del nuovo commerciale del Quintano.

(fonte: bresciaoggi)