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QuiPalazzolo. Intervista a Francesco Ghidotti: "Non mi aspetto nessuna risposta scritta dal Sindaco. L’unica risposta è la riapertura della Lanfranchi e l’utilizzo del fondo antico."

Inaugurazione Biblioteca Lanfranchi 1967
INTERVISTA A FRANCESCO GHIDOTTI
(blog): Grazie innanzittutto per aver accettato l’intervista. Abbiamo letto nei giorni scorsi la sua preoccupazione per l’ex biblioteca Lanfranchi. Può spiegare ai lettori del blog da cosa è dettata questa preoccupazione?

(Ghidotti): La mia preoccupazione data dal 2006, quando vennero separati fondo antico e fondo moderno, quest’ultimo venne sistemato nell’edifico di Via Galignani, Ora che il consiglio comunale ha congelato le disponibilità finanziarie per interventi sulla villa Lanfranchi, mi sento amareggiato.


(blog): Lei ha scritto al sindaco Sala della vicenda. Cosa le è stato risposto?

(Ghidotti): Ho scritto il 18 novembre una lettera al Sindaco per sollecitare gli interventi previsti per rendere fruibile il fondo antico. Preciso che non mi aspetto nessuna risposta scritta dal Sindaco. L’unica risposta è la riapertura della Lanfranchi e l’utilizzo del fondo antico.

Inaugurazione biblioteca civica 1964
(blog): Cosa rappresenta per Palazzolo quella biblioteca da tanto tempo chiusa e inagibile? Ha un ricordo in particolare che vuole condividere?

(Ghidotti): Ho tenuto a battesimo, quale primo bibliotecario, nel 1964 la civica, divenuta nel 1967 Biblioteca Lanfranchi (vedi foto n.d.r.). Il donatore ha passato nelle mie mani tutto il patrimonio librario e, più volte, fino al 1971, anno della sua morte, mi aveva raccomandato di custodirlo e valorizzarlo.

(blog): Quali testi importanti sono lì conservati? Alcuni affermano che ci sia anche uno dei libri più piccoli del mondo, è vero?

(Ghidotti): Il librettino che lei cita non è il più importante ancorchè il più curioso. Ci sono 257 incunaboli, dei quali la collezione, unica al mondo, di quelli usciti dalla stamperia dei palazzolesi Britannici. Ci sono libri figurati antichi e moderni, manoscritti, cinquecentine ed altri testi, in tutto circa 6000 volumi.

(blog): Cosa farebbe lei come primo atto per sostenere la cultura e le arti a Palazzolo se fosse sindaco? Cosa può fare la cittadinanza?
(Ghidotti):  Da sindaco sono stato coinvolto nell’operazione biblioteca: abbiamo acquisito al patrimonio
comunale la villa, dove ora è il fondo antico. In questo momento, oltre alla Torre, al Castello organizzerei visite guidate alla Biblioteca. Solo allora si potrebbe misurare l’interesse dei cittadini per questo bene comune.

(blog): Un sindaco (o una giunta) ha reale libertà d’azione quando entra in Municipio o si fa parte di un meccanismo più grande? Lei dalla sua esperienza cosa può dirci?

(Ghidotti): Legge e regolamenti sono cambiati dagli anni 70-80. Ma resta sempre il fatto che i programmi elettorali presentati ai cittadini , dovrebbero fare da guida all’operato degli amministratori. Ci possono anche essere degli interventi che non costano nulla, ma che qualificano un’amministrazione. La mia è stata un’esperienza indimenticabile, sia perchè avevo 39 anni, sia perchè con me in giunta c’era un gruppo di giovani affiatati, il più giovane aveva 23 anni.


(blog): La gente quando va alle urne vota un simbolo, un progetto o pensa al suo orticello?

(Ghidotti): Gli elettori, a livello locale,più che ai simboli, guardano ai candidati e, conoscendoli di persona, possono esprimere con maggiore consapevolezza le loro scelte.

(blog): Quasi per caso le prime tre interviste del blog hanno toccato aspetti differenti di uno stesso tema: la cultura. Dall’ultima, fatta ad un gruppo di giovani musicisti palazzolesi, è emersa l’impossibilità per i giovani musicisti di esibirsi in pubblico. “E’ una città priva di teatri” dicono. Lei cosa ne pensa?

(Ghidotti): Di recente all’oratorio San Sebastiano si è riaperta la sala del teatro. La grandiosa sala sul lungo Oglio è rimasta come quando venne chiusa. La tradizione del teatro a Palazzolo è viva fin dai primi dell’Ottocento. Gli spazi per la musica oggi si possono inventare anche fuori dalle sale tradizionali.

(blog): Ultima domanda: nel caso la situazione dell’ex biblioteca non evolvesse, quali saranno i prossimi passi? Ha in mente qualcosa?

(Ghidotti): Aspetto… prima di prendere posizione sul problema Fondo Antico.