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12 novembre 2018

Palazzolo. Gioacchino Genchi, tanti giovani e la sedia vuota del sindaco. Il punto dell’evento con Francesco Feltri dell’ANPI.


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INTERVISTA A FRANCESCO FELTRI (A.N.P.I PALAZZOLO)
Fotogallery a fine articolo
(blog) Domenica 5 dicembre a Palazzolo Gioacchino Genchi è stato ospite della serata sulla legalità, organizzata dall’ANPI di Palazzolo. Feltri, ora che l’evento è finito, possiamo tirare le somme. Evento riuscito, no?

(Feltri) Riuscitissimo, direi. Davvero oltre ogni aspettativa. E’ stato complesso poter avere a Palazzolo tutti e tre i relatori (e riuscire a girare una videointervista al professor D’Angelo), ma con un fitto lavoro di squadra ce l’abbiamo fatta. Tante associazioni e tanti cittadini ci hanno dato una mano, e un doverso ringraziamento va anche alla direzione scolastica che ci ha permesso di aprire alla cittadinanza uno spazio bellissimo: l’aula magna della scuola elementare “G.A. Galignani” di Mura. Un significato in più, perché è come se per un giorno fossimo andati tutti a scuola di legalità.


(blog) Molti giovani presenti tra il pubblico e qualche sedia vuota che non vi aspettavate. Com’è andata?

(Feltri) Tantissimi sono stati i giovani che sono venuti e che, come noi, vogliono cercare di capire. Dobbiamo sfatare il mito secondo il quale tutti i ragazzi d’oggi sono disinteressati all’attualità, alla politica, alle tematiche
storiche e sociali. Il nostro gruppo è la dimostrazione vivente che c’è un grande impegno, una grande voglia di confronto. Le sedie vuote sono rimaste solo quelle che per prime avrebbero dovuto riempirsi, cioè quelle che avevamo riservato all’amministrazione comunale e al Sindaco,
che non si degnato nemmeno di trovare cinque minuti della sua giornata per poter incontrare il Sindaco Mario Cicero di Castebuono che più volte ha chiesto di poterlo conoscere per poter intessere legami e rapporti. Del resto ognuno si prende le proprie responsabilità, dimostrando attraverso queste scelte il modo nel quale intende amministrare una città importante come la nostra.

(blog) Cosa ha imparato dalla vicenda Genchi e su cosa i palazzolesi dovrebbero riflettere?

(Feltri) La storia di Gioacchino Genchi ha dell’incredibile. Un poliziotto che ha collaborato con i più grandi magistrati del nostro paese, che ha contribuito a far arrestare decine di mafiosi ed a fare scarcerare altrettanti innocenti, premiato per diversi anni consecutivi come uno dei migliori uomini dello Stato, viene letteralmente eliminato. Guarda caso i problemi sorgono sempre nello stesso momento: quando inizi a dire cose scomode, quando scopri i legami tra mafia e ambienti della politica, quando vuoi trovare la verità sulle stragi. Allora trovi un muro trasversale. E se tenti di scavalcarlo ti isolano, ti emarginano, ti fanno passare come pazzo. Sicurezza significa avere un poliziotto che indaga in autonomia sui mandanti delle stragi e sui mafiosi oppure finanziare le ronde che cercano di individuare le ipotetiche malefatte degli “ultimi”? Dovremmo riflettere tutti su questo, perché per costruire un Paese migliore dell’attuale serve ben più coraggio.


(blog) Il momento più bello della serata?

(Feltri) Forse quello nel quale i ragazzi di Nuova Resistenza hanno letto gli “elenchi” dei pregiudizi del Nord nei confronti del Sud e viceversa, concludendo infine con la lettura della lista delle grandi potenzialità che, unito, ha questo Paese. E’ in quel momento che è trapelata l’idea che forse non è per niente vero quello che troppe volte viene detto. E’ lì che sono partiti i sorrisi da parte del pubblico e che si è creata complicità. Solo mettendo in luce le ombre del pregiudizio possiamo scoprire le grandi potenzialità che abbiamo.

(blog) Chi non c’era cosa si è perso?

(Feltri) Una serata diversa dal solito, dove si sono affrontati i problemi legati alla legalità, alle infiltrazioni mafiose nel Sud e nel Centro Nord, ma anche alle idee concrete per potere costruire un’altra Italia. Dalla raccolta differenziata fatta attraverso gli asinelli e le persone disabili a Castelbuono alla tenacia della polizia e della magistratura, all’impegno civile del comitato Addio Pizzo contro i ricatti e per un consumo etico, al lavoro degli insegnanti nelle scuole. Abbiamo unito impegno civile, buona amministrazione, sicurezza e legalità a scuola, musica e teatro. Una rete che intesse l’Italia che funziona. Ma in realtà potrei dire che chi non c’era non si è perso nulla perché attraverso la tecnologia metteremo in rete il filmato completo della serata e chiunque potrà rivederlo.


(blog) Musicisti, teatranti, artisti, persone impegnate su tematiche d’impegno civile e sociale. Palazzolo è anche questo?

(Feltri) Palazzolo è soprattutto questo. E’ la città della musica e del teatro. E’ formata da una comunità con delle potenzialità culturali enormi e con un impegno civile giovanile che ci viene invidiato da molti altri comuni.
E’ questa la nostra ricchezza più grande, che potrebbe trasformarsi anche in ricchezza economica. Perché, a differenza di chi dice che con la cultura e l’impegno civile non si mangia, noi siamo convinti dell’esatto contrario: sono questi i mezzi attraverso i quali costruiremo il nostro futuro.

(blog) Ripeterete iniziative del genere?

(Feltri) Potremmo dire che è solo l’inizio. Quella di domenica scorsa è stata la prima iniziativa per celebrare i
centocinquant’anni dell’Unità d’Italia a Palazzolo in modo concreto, unendo Nord e Sud nella battaglia contro la criminalità organizzata. Ma come ANPI abbiamo in programma per il prossimo anno un calendario
fittissimo di incontri e iniziative che vedranno coinvolti per primi i cittadini. I festeggiamenti per l’Unità per noi saranno un modo per conoscere, per costruire. Siamo convinti che attraverso l’impegno potremo cambiare molte cose, ripartendo proprio dalla forza più grande, la forza dei giovani.

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