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12 novembre 2018

‘Caso Saltuaria" un mese dopo: intervista a Modesto Messali, presidente dell’ass. TeatroFlautoMagico.


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“CASO SALTUARIA” UN MESE DOPO: INTERVISTA A MODESTO MESSALI DI TEATROFLAUTOMAGICO

(blog) Dopo l’intervista rilasciata proprio su questo blog (1010 visualizzazioni e oltre 60 commenti) la notizia della probabile chiusura della rassegna teatrale di Saltuaria ha fatto il giro dei giornali locali. E’ passato un mese da quell’intervista, cosa è successo nel frattempo Messali?

(Messali) Siamo molto più ricchi di prima. Ricchi interiormente intendo. Saltuaria è un’esperienza certo ‘Teatrale’ ma la sua cifra sono gli incontri e le relazioni che ne derivano. E’ stato un periodo intenso e ricco e non solo teatralmente (abbiamo spaziato dalla Commedia dell’Arte, al Teatro di Ricerca, fino ad incontrare la Sicilia dei Pupi e dei Cunti. Abbiamo incontrato e ri-visto in chiave contemporanea, grandi classici come Shakespeare e Dostoevskij).
Siamo ancora positivamente meravigliati per il clima di accoglienza che certe persone e famiglie palazzolesi hanno dimostrato nell’ospitare giovani provenienti da tutta Italia.

Abbiamo sentito una bella partecipazione e attenzione alle nostre particolari proposte.
Non ringraziremo mai abbastanza tutti quanti si sono prodigati a rendere possibile Saltuaria: amici, parenti, sponsor grandi e piccoli, gli artisti, gli spettatori.
Pensiamo di aver detto, abbastanza bene credo, quel che ci sta più a cuore: il Teatro può essere uno strumento efficace per contribuire a una crescita civile, civica, sociale, culturale e turistica della nostra città.
Certo, in questo periodo abbiamo vissuto anche una certa (e ormai nota) ‘distanza’ e una ‘insufficiente attenzione’ (a nostro parere) da parte dell’amministrazione comunale. Questa situazione ci addolora, per tante cose. Perchè crediamo nelle ‘collaborazioni’, nella ‘condivisione’, nella ‘cultura’, nelle ‘reti sociali’.
E comunque, con poco, si poteva evitare ad esempio, la figuraccia di non aver concesso agli ospiti e agli artisti, la possibilità di usufruire dei servizi igienici della scuola.

(blog) Ha sentito il sindaco Sala?
(Messali) Abbiamo sentito pochi giorni fa direttamente il Sindaco Sala per telefono, l’abbiamo sentito con l’idea di ipotizzare un incontro. Non credo quell’incontro si farà.

(blog) Perché, a suo avviso, il sindaco con lei proprio non vuole parlarci?

(Messali) Innanzitutto ci preme chiarire che quando parliamo di ‘Sindaco’ in realtà, noi, ci riferiamo all’Assessore alla Cultura. Ruoli questi, ricoperti entrambi dal Signor Sala.
Crediamo legittimo, normale e importante che un’associazione come la nostra abbia come referente l’Assessorato alla Cultura e non altri.
Detto questo, dalla telefonata (garbata e comunque schietta) abbiamo sentito affermazioni quali ‘io non ce l’ho con voi ma ora si fa così e non si fa più come prima’, e che il Sindaco e Assessore ‘ha mille cose da fare e non ha tempo per chiacchiere’, che una ‘collaborazione’ fra amministrazione e associazioni non è necessariamente obbligatoria, che non è di ‘antipatia’ che si tratta, ma di un nuovo modo di ‘fare’, che le associazioni si dovranno rendere autonome anche dal punto di vista economico e organizzativo, che le associazioni si devono programmare le loro attività autonomamnete e che solo poi (in fase di bilancio consuntivo), l’amministrazione provvederà a sua discrezione, ad assegnare gli eventuali contributi.
Per cui, rispetto alla sua domanda, rispondiamo che il sindaco non ci vuole ricevere perchè ‘ora si fa così’.
Crediamo non sia più tanto una questione ‘personale’ quindi, piuttosto sembra trattarsi dell’attuazione di un preciso e chiaro punto di vista politico e amministrativo.
Rispettando questo punto di vista, legittimo, benchè opinabile e discutibile, ci chiediamo ancora perchè queste affermazioni non ci furono fatte quando per più volte chiedemmo di poter parlare con il Signor Sala. Forse ci saremmo creati molte meno aspettative, meno problemi e meno malumori.

(blog) Adesso che succede? La rassegna chiude i battenti per sempre?

(Messali) No, Saltuaria continuerà a sopravvivere. Nonostante tutto. Saltuaria continuerà con o senza il sostegno e la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. Saltuaria entrerà nelle famiglie, nei giardini privati, nelle case, nelle cantine. Saltuaria andrà per fiumi e per campi, per cascine e ovunque e con chiunque vorrà ospitarla.
C’è uno spettacolo che gira in tutto il mondo per due spettatori a bordo di un’automobile guidata da due attori per le vie di una città. Ecco, il Teatro, nonostante tutto, sa difendersi bene.

(blog) Alcuni sul blog sottolineano che TeatroFlautoMagico debba essere trattata come le altre associazioni, senza nessun favoritismo. Cosa risponde nel merito a questi lettori?

(Messali) Non abbiamo mai vissuto di favoritismi e tantomeno intendiamo essere ‘La favorita’ di nessuno. Non so, non ho capito a cosa si riferiscono quei commenti. Siamo sempre comunque a disposizione per tutti coloro vogliano approfondire questioni e|o dubbi in merito o che intendano conoscere cosa facciamo e come ‘sopravviviamo’. (cell. 3398908269)
Siamo disponibili a fornire bilanci, costi, documentazioni varie, a dare tutte le informazioni possibili rispetto a noi, alla nostra associazione, alle nostre attività.
Invito tutti altresì a guardare anche ad altre realtà, ad osservare altre esperienze comunali-regionali-nazionali, per farsi una minima idea di come le cose possono funzionare.

(blog) Ghidotti, nell’ultima intervista sull’ex biblioteca Lanfranchi, suggeriva ai giovani musicisti di esibirsi anche in spazi non convenzionali. Può essere un’idea?

(Messali) E’ un’affermazione che andrebbe approfondita. Certo, viviamo un periodo storico particolare, che mette a dura prova parole, valori e simboli.
Viviamo in uno Stato sempre meno pubblico, che quindi si occupa sempre meno di cultura e delle problematiche ad essa connesse.
Una situazione che sta determinando, a mio parere, un corto circuito che va ad intaccare concetti alti, quali l’Arte, la Musica, il Teatro e tutto quel che ne consegue.
Movimenti culturali ed artistici che vengono ancora visti e vissuti come ‘pesi economici’ a fronte di studi ed esperienze che invece raccontano esattamente l’opposto.
Il problema degli spazi si colloca anch’esso in questa situazione. Una sorta di ‘arrangiamoci’ ‘arrangiatevi’ che a me, cittadino lombardo e quindi votato alla cultura della condivisione, mi lascia un pò perplesso.
Ovvio, se si vuole fare un concerto o uno spettacolo, lo si può fare anche nelle topaie, e già nella mia risposta precedente ho accennato alle possibilità ampie e diversificate che ha il teatro per manifestarsi.
Però, fare musica, fare teatro, non è solo fare uno spettacolo, è soprattutto un processo di uno studio continuo e quotidiano che va sviluppato in spazi opportuni e ben strutturati.
Per fare una statua in marmo c’è bisogno di un laboratorio dignitoso, di persone qualificate e di varie attrezzature; c’è bisogno di una passione, di capacità, di studio e applicazione.
E’ così anche per il Teatro. E per la Musica.

(blog) Per chi fa teatro quali sono a oggi gli spazi che il Comune mette a disposizione?

(Messali) Non mi pare ci siano spazi comunali per chi vuole fare del Teatro in città. Il teatro Sociale è chiuso da anni e comunque è poco adatto per un teatro contemporaneo. Il teatro Sociale è una preziosa opera architettonica del 1800. Ricordo che siamo nel 2010.
L’aula magna King per ora pare essere l’unica sala che, con molto timore e molti dubbi, avvicinerei a una seppur lontanissima idea di ‘spazio teatrale’.

(blog) In conclusione, che cosa ha imparato (se c’è qualcosa da imparare) da questa vicenda?

(Messali) Se me lo permette, glielo dirò fra qualche anno.
Intanto la ringrazio per l’intervista e per l’ attenzione rivolta alla cultura e ai suoi problemi.

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