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Intervista a Luciano Demasi, autore del libro "Alpini di Palazzolo"

(blog) Demasi, come nasce il libro “Alpini di Palazzolo”?
(Demasi) Io ho prestato il servizio militare come Alpino, prima al Car di San Rocco (Cuneo) nel Battaglione Edolo, e successivamente a Merano Brigata Alpina Orobica (fine 1963, 1964 e inziiom1965- periodo del Vajont, di Kennedy, di Papa Giovanni, del Concilio, di Paolo VI) e sono sempre stato iscritto al Gruppo ANA di Palazzolo.
Sin da quando ho sentito i racconti dei reduci della seconda Guerra Mondiale (Alpini e non), sono sempre rimasto colpito dai loro ricordi – tutto trova riscontro nei bellissimi libri di Giulio Bedeschi (la serie dei C’ero anch’io) di Rigoni Stern (Il Sergente nella neve), di Nuto Revelli e in molte opere memorialistiche autobiografiche di reduci.
 Recentemente sono stati pubblicati anche documenti dell’ex Unione Sovietica. Nel mio libro c’è una breve bibliografia. Quindi ho pensato che queste memorie non dovessero andare perdute, però sentivo il dovere di ricordare anche quelli che non avevo conosciuto e allora mi sono recato al Distretto Militare e all’Archivio di Stato (una fatica veramente enorme, se conosce come funzionano e come sono organizzati questi enti). Però ho trovato persone disponibili; tra l’altro presso il Distretto Militare c’è molto materiale giacente negli scantinati da studiare.

(blog) Quanto ci ha lavorato?
(Demasi) Ci stavo lavorando almeno dagli anni ’80 poi, essendo andato in pensione, ho cercato e trovato presso l’Archivio di Stato e il Distretto Militare di Brescia, i fogli matricolari di quasi tutti gli Alpini e gli Artiglieri Alpini di Palazzolo che ho trascritto integrandoli con i racconti, le lettere e le fotografie che man mano avevo raccolto. Il materiale era veramente molto e ho dovuto tagliare per poterlo rendere pubblicabile, grazie al sostegno del sindaco Alessandro Sala, che quando ha visto le bozze si è commosso essendo anch’egli figlio di Alpino reduce di Russia.

(blog) Cosa rappresentano gli alpini per lei e per la comunità palazzolese?(Demasi) Basterebbe partecipare ad una assemblea annuale del Gruppo ANA di Palazzolo per rendersi conto della mole di lavoro, di prestazioni, di azioni di solidarietà che svolgono ogni anno i nostri Alpini. Il gruppo di Palazzolo è il più numeroso della Sezione di Brescia, oltre 300 iscritti) e quest’anno avrà l’onere e l’onore di organizzare l’Adunata del 2° Raggruppamento ANA (14-15-16 ottobre). Sarà un evento se non superiore pari a quello del marzo del 1955, quando è stato inaugurato il monumento all’Alpino alla presenza di don Carlo Gnocchi, ora beato. La foto che ha immortalato don Gnocchi, la sua icona quasi ufficiale, è stata scattata a Palazzolo in quell’occasione e molti palazzolesi alpini l’hanno avuto come cappellano in Russia e prigioniero in Germania (Felice Cossandi, da poco deceduto, era uno dei suoi attendenti). Ma per venire al gruppo di Palazzolo, il capogruppo Mario Simoni ha un carisma particolare nel guidare le penne nere palazzolesi ed infatti nel 2011 celebrerà le sue nozze d’argento essendo capo gruppo da 25 anni.
L’Adunata si svolgerà nell’85° anniversario di fondazione del gruppo.

(blog) C’è una storia o una persona che in particolare le è rimasta impressa?
(Demasi) I reduci del fronte francese, di Albania e di Russia che sono quasi tutti morti (ne rimangono 2 o 3 che hanno fatto tutte le campagne – Francesco Malzani – Giacomo Pedrali – Torri G.A. e pochi altri che sono stati prigionieri in Germania) e che quando anche oggi raccontano la loro storia, piangono. Sono stato anche fortunato perché ho trovato, grazie alla prof.ssa Rina Mainetti e il maestro Francesco Ghidotti, le omelie che il curato dell’Oratorio di allora, don Battista Barbieri, teneva nel corso delle messe di suffragio che, man mano giungeva la notizia di un soldato morto, celebrava o presso la chiesetta dell’Oratorio o in Parrocchia.
In un’omelia dice che è arrivato a contarne già 70 morti in guerra. E anche questo mi ha fatto riflettere: erano tutti ragazzi ventenni che avevano frequentato l’oratorio ed allora ho anche ricostruito e cercato di restituire l’ambiente e la vita palazzolese di quegli anni anche con fotografie dell’archivio di Giannino Camossi.
Comunque deve leggere il libro che, al di là dei miei pochi meriti (ho solo raccolto i racconti e i documenti avuti) rappresenta un monumento cartaceo ai nostri alpini, peccato che non sono stati ricordati tutti i soldati, anche quelli delle altre armi ma auspico che qualcuno lo faccia e sicuramente avrò compiuto errori e omissioni (di cui chiedo scusa nel libro). Ho poi voluto ricordare quello che hanno fatto gli alpini di Palazzolo, dalla fondazione del gruppo fino all’inaugurazione della nuova sede (Il Bersaglio)

(blog) Ha fatto tutto da solo?
(Demasi) Sono stato aiutato da Mario Marella, tesoriere del Gruppo di Palazzolo, che mi ha fornito la documentazione presente in sede (storia del gruppo, eventi, nominativi), poi un grosso supporto l’ho avuto dalla maestra Emma Ruggieri, figli di un reduce di Albania e Russia e che è stato anche capo gruppo a Palazzolo, Francesco Ruggieri, poi dall’Archivio di Stato di Brescia (Dott.ssa Mariella Annibale Marchina e sig. Bruno Trabucco) e il Distretto Militare di Brescia (Maresciallo Salvatore Amato, di cui sono diventato amico) e maresciallo Benelli; il nome del maresciallo Amato me l’ha fornito il Col. Lantieri di Paratico ex sindaco di Capriolo.

(blog) Dove sarà possibile acquistare il libro?
(Demasi) In settimana è disponibile presso la sede Ana di Palazzolo e verrà presentato sabato 22 gennaio al Teatro dell’Oratorio (ore 20,30 ndr). Il libro non è in vendita, basta un’offerta agli Alpini per le spese. Il libro è presentato dal reduce Prof. Nelson Cenci (tenente del Sergente Rigoni Stern), il gen. Elio Carrara (il palazzolese che ha raggiunto il grado militare più alto), il sindaco di Palazzolo, il Presidente dell’ANA di Brescia Davide Forlani, lo storico locale maestro Francesco Ghidotti e il parroco don Angelo Anni (saranno presenti alla serata del 22 gennaio p.v.).