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UNDER 12: le feste di compleanno dei bambini

Proseguono le analisi dell’educatore palazzolese Paolo B. (leggi tutti gli articoli nella sezione under12) sul mondo dei più giovani. Questa volta si parla di feste di compleanno. Buona lettura…

LE FESTE DI COMPLEANNO DEI BAMBINI
L’invito è quantomai seducente: busta rosa con logo di Hello Kitty e all’interno un bigliettino personalizzato. Mia nipote Federica, dal basso dei suoi 5 anni, lo stringe tra le mani felicissima. Il 25 gennaio andrà alla festa di compleanno di Elena, la sua compagna d’asilo preferita.
Io la guardo e, da zio non modello, sbotto: “Ancora una!?”. Già, perché siamo solo alle prime settimane del 2011 e mia nipote ha già partecipato a ben tre feste, e chissà quante gliene toccheranno ancora. Rapido calcolo. In classe di Federica sono circa in 20 e, se solo si ripetessero usi e costumi dello scorso anno, avremmo 20 bambini che organizzano 20 feste a cui invitano tutti e 20 i compagni.
In realtà, come poi si scopre parlottando tra genitori, ogni bambino ha almeno tre feste per ciascun compleanno. La prima la mattina all’asilo a base di dolci confezionati e Cocacole varie; la seconda con genitori e familiari e la terza con amici e vicini.
Questa è sovente la più impegnativa, infatti vi prendono parte non solo i coetanei del festeggiato, ma anche, per abitudine consolidata, i genitori e i fratelli o le sorelle degli invitati. Ovvio che per una simile occasione i più ricorrano a spazi diversi da quelli della propria casa, sia per comodità ma soprattutto per motivi logistici. Il tutto è condito da flash, controflash e filmati, in una ridda di telefonini, fotocamere e videocamere che immortalano centinaia di pose destinate ad essere dimenticati in fretta in qualche remota cartella del pc.
McDonald e le salette degli oratori sono, tra sacro e profano, le due templi in cui si celebrano questi veri e propri riti che prevedono cibi, bevande, candeline, animatore (altrimenti i bimbi si annoiano!), apertura dei regali, spumantino e sfiziosità per gli adulti, palloncini colorati, decorazioni varie e… ho certamente dimenticato qualcosa!
Ecco, quando mia nipote ha aperto il suo invito alla festa di Elena, tutto questo mi è balzato alla mente e mi è parso una follia. E’ una festa continua. Altro rapido calcolo: Federica partecipa a 20 feste mattutine e 20 pomeridiane con i compagni d’asilo; a queste si aggiungono i compleanni dei familiari: papà, mamma, fratello, nonni, zii, cugini… Insomma, oltre 50 festeggiamenti l’anno, con una media di più di una festa alla settimana!
La festa perde così il suo significato. Perde la sua rarità e l’eccezionalità che si fa attesa e sorpresa.
Anche il regalo diventa oggetto consumato e consumabile nel breve volgere di un amen. Federica (o meglio, mia sorella e suo marito) l’anno scorso ha speso oltre 200 euro in regali ai compagni (magliette, peluche, libretti e gadget vari) ed altri 250 per la sua festa all’oratorio.
Mi pare che tutto questo festeggiare, invece di rallegrare i nostri bambini, li intristisca, li abitui ad una vita che non esiste, ad un Paese dei balocchi che sa di farsa, li privi del sapore unico del desiderio e dell’attesa.
E’ proprio impossibile fare diversamente?
Leggo su UPPA, un interessantissimo mensile dedicato all’infanzia, che tra l’altro dà spunto e sostanza a questo mio articolo, una proposta. Alla festa di compleanno si possono invitare al massimo tanti amichetti quanti sono gli anni che si compiono; e così a 5 anni, 5 amichetti, più i familiari del festeggiato, per dar vita ad una festa vera in cui un piccolo gruppo di persone si riunisce intorno al festeggiato senza troppe complicazioni per scambiarsi auguri e regalini.
Niente McDonald e sale parrocchiali, bastano il tavolo del soggiorno e un po’ di allegria vera.
Non sarebbe più bello?