L’architetto Pedrali scrive al Giornale di Brescia sullo stato delle opere pubbliche palazzolesi

Mentre stanno terminando le operazioni di smontaggio del bar affondato, ecco la caduta di calcinacci dalla Torre recentemente restaurata anche se in più di 140 anni, nonostante i timori di cadute di materiali lapidei per degrado o vetustà, non si erano verificati crolli significativi: il cittadino si interroga e fa qualche riflessione di carattere generale.
Perché, mentre in passato le opere avevano caratteristiche di stabilità e di durata, ora – nonostante il progresso tecnologico e l’impiego di nuovi materiali – si verificano con frequenza crolli, cedimenti che mettono a rischio opere pubbliche e monumenti dopo poco tempo dalla loro realizzazione o sistemazione?

I motivi sono semplici: progettazione spesso inadeguata all’uso, direzione lavori non sempre accurata, carente esperienza o professionalità delle imprese esecutrici, oltre ad altri fattori legati anche alla scarsa manutenzione, ma forse e soprattutto alle procedure di appalto.
Spesso i bandi e le gare determinano l’aggiudicazione dei lavori ad imprese od a progettisti in possesso di curriculum e di referenze ma che successivamente, ad opere eseguite, spesso e per una serie di motivi, sono «uccelli di bosco» che si defilano con le più varie giustificazioni.
Ciò purtroppo sta avvenendo dagli anni Novanta a Palazzolo sull’Oglio. Si sono susseguite varie Amministrazioni, tecnici comunali, funzionari… ma alcune opere discutibili sono tuttora evidenti: il nuovo ponte con i marciapiedi in legno pericolanti, le corsie volutamente ristrette dotate di guard-rail pericolosi e danneggiati; piazza Roma progettata per il traffico pedonale e recentemente rifatta, impiegando gli stessi materiali di insufficienti dimensioni e spessori, non adeguati al traffico automobilistico; via Matteotti rifatta con una pavimentazione realizzata da personale incompetente.
Analogamente il Teatro Sociale bloccato da anni dopo il restauro come pure la fontana grande di piazza Roma, i parcheggi posti all’incrocio di via Garibaldi con via Mura, raro esempio di difficile praticabilità, i marciapiedi del Lungo Oglio, in condizioni indecorose oltre che pericolose.
Fortunatamente alle negatività fanno riscontro i due recenti parchi fluviali, gli argini del fiume, le pavimentazioni e gli arredi di Mura e di piazza Castello.
Se apprezzabile è la valorizzazione turistica di Palazzolo, «fiore all’occhiello» della nuova Giunta, mi auguro che i recenti accadimenti siano da monito all’entusiasmo che gli assessori preposti dimostrano nelle nuove iniziative in corso di progettazione.

Arch. Gianmarco Pedrali
Console del Touring Club Italiano
Palazzolo sull’Oglio

(fonte: giornaledibrescia.it)