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20 agosto 2018

L’architetto Pedrali scrive al Giornale di Brescia sullo stato delle opere pubbliche palazzolesi


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Mentre stanno terminando le operazioni di smontaggio del bar affondato, ecco la caduta di calcinacci dalla Torre recentemente restaurata anche se in più di 140 anni, nonostante i timori di cadute di materiali lapidei per degrado o vetustà, non si erano verificati crolli significativi: il cittadino si interroga e fa qualche riflessione di carattere generale.
Perché, mentre in passato le opere avevano caratteristiche di stabilità e di durata, ora – nonostante il progresso tecnologico e l’impiego di nuovi materiali – si verificano con frequenza crolli, cedimenti che mettono a rischio opere pubbliche e monumenti dopo poco tempo dalla loro realizzazione o sistemazione?

I motivi sono semplici: progettazione spesso inadeguata all’uso, direzione lavori non sempre accurata, carente esperienza o professionalità delle imprese esecutrici, oltre ad altri fattori legati anche alla scarsa manutenzione, ma forse e soprattutto alle procedure di appalto.
Spesso i bandi e le gare determinano l’aggiudicazione dei lavori ad imprese od a progettisti in possesso di curriculum e di referenze ma che successivamente, ad opere eseguite, spesso e per una serie di motivi, sono «uccelli di bosco» che si defilano con le più varie giustificazioni.
Ciò purtroppo sta avvenendo dagli anni Novanta a Palazzolo sull’Oglio. Si sono susseguite varie Amministrazioni, tecnici comunali, funzionari… ma alcune opere discutibili sono tuttora evidenti: il nuovo ponte con i marciapiedi in legno pericolanti, le corsie volutamente ristrette dotate di guard-rail pericolosi e danneggiati; piazza Roma progettata per il traffico pedonale e recentemente rifatta, impiegando gli stessi materiali di insufficienti dimensioni e spessori, non adeguati al traffico automobilistico; via Matteotti rifatta con una pavimentazione realizzata da personale incompetente.
Analogamente il Teatro Sociale bloccato da anni dopo il restauro come pure la fontana grande di piazza Roma, i parcheggi posti all’incrocio di via Garibaldi con via Mura, raro esempio di difficile praticabilità, i marciapiedi del Lungo Oglio, in condizioni indecorose oltre che pericolose.
Fortunatamente alle negatività fanno riscontro i due recenti parchi fluviali, gli argini del fiume, le pavimentazioni e gli arredi di Mura e di piazza Castello.
Se apprezzabile è la valorizzazione turistica di Palazzolo, «fiore all’occhiello» della nuova Giunta, mi auguro che i recenti accadimenti siano da monito all’entusiasmo che gli assessori preposti dimostrano nelle nuove iniziative in corso di progettazione.

Arch. Gianmarco Pedrali
Console del Touring Club Italiano
Palazzolo sull’Oglio

(fonte: giornaledibrescia.it)

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