Stefano Belotti alla corte di Vienna

L’Orchestra «Gustav Mahler» di Vienna diretta da Claudio Abbado, annovera tra i suoi componenti il trombonista Stefano Belotti di Palazzolo. Il musicista è stato scelto dopo un concorso estremamente selettivo, al quale hanno partecipato 2000 candidati provenienti da tutto il mondo.
Per Stefano Belotti si tratta di una tappa importante di una carriera partita da lontano, iniziata con la partecipazione ai corsi e all’attività del Corpo Musicale Città di Palazzolo nel 1993, seguita dal diploma ottenuto al Conservatorio Marenzio di Brescia, sotto la guida del maestro Guido del Monte, conseguito nel 2009 con un brillante 10 e lode.

Va ricordato che dal 2009 Belotti fa anche parte dell’Orchestra Giovanile Italiana; il musicista continua ancora oggi a tenere corsi al Centro di Formazione Musicale «Riccardo Mosca» e, quando gli impegni internazionali glielo permettono, suona nella banda del Corpo Musicale Città di Palazzolo, a conferma della sua passione e del legame con le sue origini e la sua città. Belotti è tra l’altro animatore e componente del quartetto Mascoulisse.

«Questa chiamata mi dà la carica per proseguire – commenta Stefano Belotti -, perchè la sfida è sempre più impegnativa. La musica per me è tutto, è la mia vita: mi ha aperto il mondo e me lo fa conoscere in modo diverso. La musica mi ha fatto conoscere persone e culture diverse».
I programmi futuri? «Nell’immediato prevedo di continuare a suonare in giro per l’Italia come professionista, lavorando in particolare con il quartetto Mascoulisse, un gruppo fondamentale per crescere, soprattutto sul piano artistico».

E il corpo musicale Città di Palazzolo? «Nella banda di Palazzolo continuo ad insegnare con grande soddisfazione, anche perché è stata la mia culla artistica. Sono un trombone basso che ama tutta la musica, dal latino americano alla musica sacra, un repertorio che ho sviluppto e continuo a sviluppare con il mio quartetto, con il quale ho inciso un cd».

E a Vienna? «Aspetto con ansia che la chiamata arrivi al più presto».

(fonte: bresciaoggi)