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19 novembre 2018

Provincia: nel 2010 redditi precari scesi del 3.7%


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I redditi dei bresciani stanno tornando a guadagnare terreno, seppur di poco, ma non la fascia più debole, quella dei pensionati e precari. Più donne si stanno affacciando al mondo del lavoro, ma il loro compenso rimane inferiore a quello dell’uomo, anche del 36%. Sono aumentati gli stranieri che accedono al lavoro, ma sono andati ad incrementare soprattutto la fascia popolare, cioè quella con compensi annui fino a 28mila euro lordi.
Questa è la prima fotografia che emerge dal rapporto annuale sui redditi dei bresciani elaborato dall’Acli sulla base delle dichiarazioni ricevute dai centri di assistenza fiscale dell’associazione, che è pari all’11% del totale delle dichiarazioni presentate nel Bresciano.

I redditi
Nel 2010 in provincia di Brescia sono state lavorate 333.036 dichiarazioni dei redditi, nel 2009 erano 330.742 e 318.717 l’anno ancora prima. Lo scorso anno Acli ne ha ricevute 35.763. L’80% di queste è all’interno della cosiddetta fascia popolare (fino a 28mila euro), e se in generale la media dei redditi si è alzata dello 0,6% (circa 126 euro) rispetto all’anno precedente, questo dato non vale per la fascia più debole, quella che vive con 15mila euro lordi, o meno, all’anno.
Il reddito di questa fascia di popolazione, che costituisce il 31%, è sceso del 3,7%, ovvero perdendo in un anno 366 euro. Le Acli hanno analizzato l’andamento dei redditi anche suddiviso per distretti sanitari: quello di Brescia Ovest ha registrato un decremento dei redditi in tutte le fasce, mentre l’esatto opposto si è verificato in quello della Bassa Bresciana Orientale.

Uomini e donne
Secondo il rapporto Acli, nel 2010 sono aumentate le donne lavoratrici (dal 43% del totale nel 2008 al 46% del 2010), ma a questo incremento non è corrisposta una maggiorazione del reddito medio femminile, anzi.
Se l’anno scorso la media dei maschi ha dichiarato 25.550 euro, le donne si sono fermate a 16.391. Non solo: il reddito medio maschile nel 2008 era di 25.337 euro, mentre quello della donna di 16.665. Il che significa che in tre anni l’uomo ha guadagnato 213 euro in più, mentre la donna ne ha persi 274.

Prima casa e stranieri
Il documento Acli afferma che la media nazionale degli italiani che possiedono la prima casa è del 75-80%. Ma a Brescia solo il 65% è proprietario di un’abitazione, percentuale che si abbassa ancora di qualche punto se si considerano solo i redditi da 0 a 28mila euro, che come detto rappresentano l’80% dei dichiaranti.
Per quanto riguarda il reddito dei cittadini stranieri, sono aumentati gli immigrati che hanno un lavoro, ma crescono quelli che si collocano nella fascia popolare. Inoltre il reddito medio del cittadino straniero si è contratto negli ultimi tre anni, passando dai 18.565 del 2008 ai 17.139 del 2010.

Le spese
Per quanto riguarda le spese sanitarie, i bresciani nel 2010 hanno speso circa 1000 euro in un anno fra medicine, esami e assistenza sanitaria, cifra pressochè invariata dal 2008. Inoltre sono ancora pochi i bresciani, in termini assoluti, che hanno usufuito della collaborazione delle badanti, ma negli ultimi 12 mesi il dato è raddoppiato: fra i soggetti che hanno portato in detrazione lo stipendio erogato alle badanti si è passati dagli 81 del 2009 ai 178 del 2010.
Per la scuola, nell’ultimo anno si evidenzia un aumento del 6,5% di soggetti che hanno sostenuto spese di istruzione, mentre l’importo, rappresentato in sostanza dalle tasse universitarie, è rimasto invariato. Infine, sono sempre di più i bresciani che si avvalgono delle detrazioni del 55% per le spese relative al miglioramento energetico degli edifici: nel 2008 erano 219, mentre nel 2010 si è arrivati a 1.012.

(fonte. bsnews.it)

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