,

UNDER 12: GIOCHI PERICOLOSI AL PARCO FLUVIALE "METELLI"

a cura di Paolo B.
Il parco fluviale “G. Metelli” non ha nemmeno due anni, eppure è stato sovente al centro delle cronache. Per la coraggiosa scelta dell’amministrazione comunale di realizzare un’imponente area verde nel cuore del Paese, per la bellezza della natura che lo ospita, per il suo nome e… per le arcinote vicende del bar Controcorrente, una sorta di Titanic in salsa palazzolese.
In questa rubrica vorrei occuparmi in particolar modo dell’area giochi del parco, uno dei primi spazi in cui s’imbatte il visitatore. Lo farò attraverso brevi paragrafi tematici ed immagini, a mio avviso eloquenti, che guideranno il lettore.


I Parcheggi.

Anzitutto va segnalato che non esiste un parcheggio per le biciclette adeguatamente attrezzato e coperto. Un vero peccato.
Il posteggio delle auto è ben organizzato e gratuito, ma nei giorni feriali è difficile trovarvi posto. Proporrei, come è stato fatto recentemente in diverse cittadine, di creare due o tre parcheggi a strisce rosa (vedi immagine sotto) riservati a mamme in gravidanza o con bambini piccoli e passeggini che vogliono recarsi al parco o in piazza.


I giochi.

Il numero dei giochi, benché vari e ben scelti, appare da subito piuttosto esiguo rispetto all’utenza, soprattutto primaverile ed estiva.
Quel che però colpisce maggiormente è lo stato di alcune strutture, determinato certo dell’inciviltà di persone maleducate ma anche della palese assenza di manutenzione.

Due esempi (vedi sopra). Il gioco a sonaglio metallico è da diversi mesi privo del martelletto percussore, mentre il cilindro di legno, non adeguatamente lubrificato, può essere mosso solo da un adulto.

Infine va segnalato come lo scivolo non sia provvisto di una struttura in gomma ammortizzante nella parte terminale, non di rado fangosa nei periodi freddi.

Le fontane. La fontana a fiore vicino alla sabbionaia è attualmente prigioniera di due cassonetti della spazzatura, mentre la fontana nei pressi dello scivolo ha il rubinetto rotto “dall’inizio dell’estate scorsa”, almeno così mi ha detto una nonna con nipote che ho incontrato mentre scattavo le fotografie. Le credo.

I cestini.
Come da abitudine italiana, non c’è traccia di raccolta differenziata nelle aree verdi pubbliche. In un parco comunale sarebbe invece un doveroso invito al rispetto dell’ambiente.
La sicurezza. Non sono un esperto del settore ma tre cose mi sono parse evidenti:
a) La pericolosità della fatiscente griglia metallica per lo scolo dell’acqua;

b) L’inopportunità di costruire delle panchine in marmo con spigoli frantumacrani proprio accanto ai giochi dei bimbi;

c) La precarietà del filo elettrico che passa sulla testa dei piccoli intenti al divertimento.

Indicazioni e segnali.
Stupisce l’assenza di cartelli con prescrizioni e divieti e, più in generale, di segnaletica, anche informativa. C’è solamente una bacheca all’inizio del parco che espone il regolamento scritto in caratteri minuscoli e solo in italiano.

Niente a che vedere con l’esempio che riportiamo, facile da imitarsi, crediamo.

Servizi igienici.
Non ci sono, ed è incredibile se si pensa al numero di persone – anche diversamente abili – che frequentano il parco.Difficile capire perché non ne siano stati costruiti, magari anche con un locale per il cambio dei pannolini e l’allattamento; quest’ultimo dettaglio può sembrare strano per noi italiani, ma io stesso ne ho visto uno simile in Germania, nei pressi di Monaco di Baviera. Qui sotto un esempio di wc pubblico per parchi verdi.