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Provincia. Stranieri in calo dello 0,3%

Si sono appena conclusi i termini per l’invio delle domande di regolarizzazione delle posizioni lavorative degli immigrati, il cosiddetto decreto flussi, che mette a disposizione circa 100mila nuovi ingressi sul territorio italiano ed emerge che il numero dei migranti in Lombardia segue una flessione, mentre aumenta invece il numero di coloro che preferiscono tornare nel proprio Paese d’origine.
Almeno stando ai dati dello studio effettuato dalla Fondazione Leone Moressa a livello nazionale, dalla cui indagine emerge che nel Bresciano la richiesta di manodopera immigrata è scesa dello 0,3%. A Bergamo e a Lecco, solitamente territori in cui è stata molto elevata, si evidenzia lo stesso trend, rispettivamente -0,7%, e-1,8%. Soltanto Milano continua ad attrarre gli stranieri, che sono aumentati invece del 2,2%.

In termini assoluti comunque sono proprio le aree settentrionali ad aver visto diminuire le iscrizioni di stranieri nelle anagrafi (-26mila sia nel NordEst che nel NordOvest; -27mila nel Centro) rispetto a quelle del Sud (-19mila e -8mila nelle Isole).

Il saldo migratorio, secondo la ricerca, è ancora positivo ( +374.455 unità), ma se, ad esempio, nel 2007, i nuovi arrivi di stranieri nel Nord Ovest erano stati 157 mila, nel 2009 sono stati 130 mila, con una flessione del 17%. Il motivo va trovato sia in una minor quota di stranieri che preferisce l’Italia (-108mila individui), sia da un maggior numero di soggetti stranieri che se ne va dal nostro Paese (+11 mila individui).

Nello stesso periodo, e questo è forse il dato più interessante che suggerisce diverse prospettive di lettura, è cresciuta del 58,8% la percentuale degli immigrati che tornano nel proprio Paese d’origine o comunque che si allontanano dall’Italia.

Le ragioni di questo rallentamento, secondo gli analisti della Fondazione Moressa, sono legate principalmente alla crisi economica: “Il calo della produzione, l’aumento della disoccupazione hanno reso l’Italia meno attrattiva nei confronti della popolazione straniera. In una situazione in cui il flusso di ingresso di stranieri dall’estero è calato di poco più di 100 mila unità, il Governo ha previsto altrettante entrate attraverso il decreto flussi. Le entrate previste di stranieri risponderanno a specifiche esigenze del mercato. Le imprese richiedono infatti meno manodopera straniera rispetto a quanto stabilito negli anni passati”.

(fonte: quibrescia.it)