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20 luglio 2018

Resoconto festa del 150esimo dell’Unità d’Italia: il sindaco Sala assolve i leghisti, l’ANPI ringrazia i cittadini per l’evento riuscito nonostante la pioggia.


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Riportiamo di seguito la lettera di un esponente dell’ANPI di Palazzolo circa il festeggiamento svoltosi ieri per le strade della città. Pubblichiamo altresì le dichiarazioni del sindaco Sala che chiarisce la vicenda del patrocinio revocato e spiega l’estraneità della Lega Nord dall’accaduto.

QUESTIONE ”PATROCINIO REVOCATO”: IL CHIARIMENTO DEL SINDACO SALA
“…un centinaio di ciclisti, sotto la pioggia, ha partecipato alla biciclettata del mattino. Piazza Roma e piazzale Giovanni XXIII si sono riempiti nel pomeriggio con bambini, insegnanti, banda e fanfara che hanno preceduto l’alzabandiera. Presenti tutte le minoranze, assenti i leghisti. A chi ha fatto notare l’assenza della Lega, Sala ha spiegato: «La partecipazione è libera, ma devo dire che la Lega non si è mai posta di traverso all’organizzazione curata dall’Anpi, che riavrà il patrocinio se si scuserà per quanto accaduto domenica scorsa”
(fonte: bresciaoggi.it)


A PALAZZOLO STIAMO SCRIVENDO UN’ALTRA STORIA

testo di Francesco Feltri
foto di Marta Belotti
(Anpi Palazzolo s/O)
 “Grazie.Vorrei poterlo dire a tutti voi. A tutti i cittadini e le cittadine che ieri hanno dato vita a dodici ore uniche e irripetibili per le vie e per le piazze di Palazzolo. Alle tante associazioni che, riunite sotto il nome della “Forza del destino”, hanno creato una giornata che, per usare le parole dello storico Cecco Ghidotti, “rimarrà negli annali della Città e racconteremo a figli e nipoti”.

Vorrei poterlo dire alle ragazze e ai ragazzi di Nuova Resistenza che in queste settimane hanno lavorato come non mai, togliendo tempo allo studio e, in molti casi, al sonno. Al Corpo Musicale e alla Fanfara dei Bersaglieri, unite per la prima volta dopo tantissimi anni. Ai tanti volontari che ci hanno aiutato, che hanno lavorato senza sosta da mattina a notte fonda.

A Giulio, Maria e Carlo, che ci hanno guidato in questa avventura.

Ieri ho vissuto delle emozioni che non dimenticherò mai. Come quando siamo saliti sul campanile della chiesa di San Giovanni, attraverso botole polverose e scalette in legno, per appendere la bandiera italiana. Una scena che già 150 anni fa i palazzolesi di allora videro, perchè fu lì che apparve il primo tricolore, nel 1861. Uno dei primi tricolori in tutto il Nord Italia, proprio qui, nella nostra Palazzolo.

Sarà la forza del destino? Forse sì, perchè ieri la nostra è stata una delle Città che con più coraggio e originalità ha festeggiato il 150° dell’Unità.

Migliaia di mamme e papà, bambini, ragazzi e nonni sono scesi in Piazza per brindare. Come potrò scordare le gocce di pioggia che la mattina scorrevano veloci sulle biciclette in corsa? E le signore che dalle finestre ci salutavano sventolando le bandiere? E ancora, come potrò dimenticare un pomeriggio dedicato ai più piccoli, tra colori e musica, giochi e dolci, maschere e bracciali?

E quella fontana, quel fiume, quella grande piazza che per una notte si è trasformata in sala da ballo? E quei primi passi di valzer un po’ impacciati, quel grandissimo girotondo con i bambini? No, non potrò dimenticare, e sarà uno dei più bei ricordi della mia vita.

Ieri è scesa in piazza l’altra Palazzolo. La Palazzolo della cultura e della musica, della storia e dell’impegno civile, del volontariato e di quella semplice quotidianità che non fa rumore. Una Palazzolo che troppe volte ci scordiamo, ma che rende viva questa splendida città.

Chi è rimasto a casa? La parte peggiore, quella parte che invece troppe volte si mette in vetrina urlando e battendo i pugni, oscurando tutto il resto. Si sono barricati dietro muri di carta pesta, chiudendo porte e persiane al passaggio dei tricolori.

Ma hanno fatto male i loro conti, qui come in tantissime altre città del Nord. Perchè la gente ha disobbedito, e ha dato vita ad un grande festeggiamento per l’Unità del nostro Paese che nessuno mai si sarebbe aspettato di vedere.

Ci siamo ritrovati tutti sotto una bandiera simbolo di democrazia e di fratellanza. Uniti nel rispetto delle diverse idee, delle diverse posizioni che sono sinonimo di ricchezza intellettuale e di pensiero.

Un tricolore vissuto non come vessillo simbolo di un fantomatico patriottismo che vorrebbe l’Italia “superiore” alle altre nazioni, in un richiamo a voltare la testa al passato che al giorno d’oggi fa quasi sorridere, ma voluto invece come bandiera sotto la quale si è finalmente ritrovato (dopo molti, troppi anni) un intero popolo.

Chi, pur essendo stato democraticamente eletto in questa Città, non ha festeggiato e non si è presentato nemmeno alla celebrazione ufficiale, ha fatto un grosso errore e non ha fatto il proprio dovere. Perchè la libertà di pensiero è sacrosanta, ma ci vuole coerenza: se pensano di non riconoscersi nell’Unità d’Italia facciano a meno di essere nominati assessori o vicesindaci, cariche che implicano la rappresentanza di un’intera comunità, e che richiedono il rispetto delle regole che vigono in questo Paese.

Ci tenevo a scriverlo, perchè alla fine di una giornata come quella appena passata è giusto fare un bilancio completo, citando la grande luce che ha illuminato la piazza ma anche le piccole ombre che hanno segnato una mancanza.

E ora? Ora dobbiamo continuare a far vivere questa eccezionale esperienza di scambio e di partecipazione. Ci saranno da organizzare i prossimi “atti” di questo anno particolare, ci sarà da costruire uno spazio dove ci si possa ritrovare come associazioni per lavorare insieme.

Siamo solo all’inizio, ma in pentola già bollono una miriade di idee e di progetti.

Siamo stati la scintilla. Ma la paglia non potranno che essere le migliaia di persone che ieri hanno colorato Palazzolo e che nei prossimi mesi, ne sono certo, costruiranno una storia diversa.
Ah, dimenticavo la questione del patrocinio, ma forse l’ha dimenticata tutta la Città, ed è la miglior, silenziosa risposta che tutti insieme potevamo dare.

Grazie ancora a tutti e… alla prossima!”

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