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La ‘ndrangheta parla bresciano

La ‘ndrangheta ha “risorse illimitate”, si espande sempre di più e ha colonizzato la Lombardia. La mafia, invece, attraversa una fase di crisi, anche se è in grado di sopravvivere; la camorra, attraverso politici collusi, lucra sull’emergenza rifiuti in Campania.
Questo il quadro della criminalità organizzata scattata nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia, guidata dal procuratore Pietro Grasso.
La ‘ndrangheta, diffusa su tutto il territorio nazionale, è potente e ricca: “Secondo il Fondo monetario internazionale, ammonterebbe a 118 miliardi di euro il riciclaggio complessivo riferibile alle mafie mentre il denaro pulito, al netto del riciclaggio è stimato attorno ai 90 miliardi l’anno di cui 44 sarebbero di spettanza della ‘ndrangheta, la più potente e ricca delle organizzazioni criminali italiane”.

L’emergenza criminale numero uno è la ‘ndrangheta che, nota la Dna, “malgrado l’incisiva e straordinaria attività di contrasto dispiegata, si manifesta e si espande sempre più sul piano nazionale ed internazionale, puntando a riaffermare la propria supremazia con immutata arroganza, soprattutto sul piano delle disponibilità finanziarie, che sono ormai illimitate”. Le ‘ndrine in Lombardia, contano su almeno 500 affiliati.
Secondo la mappa dei clan stilata in base agli ultimi rapporti dello Sco, del Ros e della Guardi di finanza, sarebbero due le cosche principali che agiscono sul nostro territorio, le Facchineri-Bellocco.

Tra i tanti particolari interessanti analizzati nella relazione del Dna, il fatto che la ‘ndrangheta rimane impermeabile, vista la sua struttura su base familiare, al fenomeno del ‘pentitismo’. E poi il fatto che la Lombardia non è più una ‘isola felice’ non solo per la presenza delle mafie storiche del Sud, ma anche per la crescente presenza di organizzazioni criminali straniere (composte dapprima da turchi, cinesi, marocchini, sudamericani e quindi da albanesi, russi e slavi).
La ‘ndrangheta in Lombardia, nota la Dna, ”ha ‘messo radici’, divenendo col tempo un’associazione dotata di un certo grado di indipendenza dalla ‘casa madre’, con la quale però comunque continua ad intrattenere rapporti molto stretti e dalla quale dipende per le più rilevanti scelte strategiche”.
Non solo il settore del movimento terra e dei rifiuti. Non solo il narcotraffico, il riciclaggio e l’usura. L’attività della ‘ndrangheta in questi ultimi anni in Lombardia ha fatto un salto di qualità arrivando a una vera e propria colonizzazione del territorio.

I boss hanno potenziato la propria attività cercando di mettere le mani sugli appalti più ‘prestigiosi’ della regione, ma anche nel mondo della sanità, nel campo immobiliare, in quello della pubblica sicurezza, facendo anche affidamento sui contatti con i politici locali. Contatti che rappresentano un ”capitale aggiunto di notevole valore e considerevole interesse”.
In altri termini, prosegue la relazione, ”in Lombardia si è riprodotta una struttura criminale che non consiste in una serie di soggetti che hanno semplicemente iniziato a commettere reati in territorio lombardo; ciò significherebbe non solo banalizzare gli esiti investigativi a cui si è potuti giungere con le indagini collegate, ma anche contraddire la realtà che attesta tutt’altro fenomeno e cioè che gli indagati operano secondo tradizioni di ‘ndrangheta: linguaggi, riti, doti, tipologia di reati sono tipici della criminalità della terra d’origine e sono stati trapiantati in Lombardia dove la ‘ndrangheta si è trasferita con il proprio bagaglio di violenza”.
E quel salto di qualità lo ha sintetizzato in poche righe il giudice delle indagini preliminari di Milano Giuseppe Gennari, in uno dei suoi ultimi provvedimenti, quando ha parlato di un’associazione mafiosa che ormai ”riesce a presentarsi con volto apparentemente pulito, entrando nei gangli della vita economica”.

(fonte: quibrescia.it)