Celebrazioni 150esimo, nessun leghista presente in Piazza. Botta e risposta tra Pd e Lega Nord

Palazzolo. Le celebrazioni per l’Unità d’Italia hanno lasciato uno strascico polemico. A scendere in campo è il circolo palazzolese del Partito democratico, che segnala l’assenza degli assessori e dei consiglieri della Lega Nord durante le celebrazioni ufficiali di giovedì 17. «Più di mille palazzolesi hanno festeggiato i nostri progenitori che nel Risorgimento e poi nella Resistenza hanno dato la vita per costruire una patria unita e libera – si legge in un comunicato stampa del Pd -. C’erano tutte le istituzioni cittadine, fuorché i membri della Lega. Eppure i leghisti non disdegnano di chiedere voti in ogni campagna elettorale per avere consenso e così sedere nei banchi delle istituzioni dell’Italia unita sancita dalla Costituzione».

Il commento della sezione Pd, coordinata da Guglielmino Baitelli, chiude con una domanda: «Se non credono in questi valori unitari, perché sono seduti a rappresentare l’unità dello Stato nella diversità di origini, storie, paesi e idee?»
Il segretario della Lega palazzolese, il consigliere Patrizia Piva, ribatte al commento del Pd, sottolineando l’accordo unanime della maggioranza nell’organizzare la giornata del 17 marzo. «Mi sembra che il Partito democratico si stia appigliando a qualsiasi cosa per sollevare polemica – spiega la Piva -. Di concerto con il Pdl abbiamo definito i momenti della manifestazione e poi deciso di impiegare la giornata in modo diverso: qualcuno è andato a lavorare altri, invece, si sono recati in visita ai luoghi manzoniani con la parrocchia di San Rocco».
La segretaria della Lega ha rimandato la discussione di questa vicenda al prossimo Consiglio comunale: «Dibatteremo a lungo sull’argomento e sulla mozione del Pd presentata in vista dell’assemblea consiliare di fine mese in cui si chiede all’Amministrazione che per tutto il 2011 venga cantato l’inno di Mameli nelle sedute – conclude la Piva -. Mi sembra una richiesta assurda. Perché si perdono nel proporre queste cose quando bisognerebbe discutere d’altro?» La vicenda, come si vede, è tutt’altro che finita.

(fonte: giornaledibrescia)