Cava di Telgate: è mobilitazione.

Palazzolo. Ancora molti i dubbi e le incertezze sulla cava-discarica di Telgate. E se il destino della cava è ormai definito, quello della discarica sembra ancora da scrivere. Una partita che rimane aperta e che si alimenta delle forze di contrasto sorte sul territorio. Il neonato Comitato civico «No alla discarica di Telgate», stipulato tra i cittadini dei Comuni di Palazzolo, Palosco e Telgate, nasce spontaneamente e in forma apolitica per informare e divulgare su quale sia attualmente la situazione in merito al polo estrattivo.
Una mobilitazione civica che, per far sentire la propria voce, ha deciso di organizzarsi nei Comuni interessati – attraverso dei responsabili di zona – con gazebo e raccolte firme il 3 ed il 10 aprile, dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19 a Telgate in piazza Vittorio Veneto, a Palazzolo in piazzale Mazzini e piazza Zamara ed a Palosco in piazza Castello.

Ecco dove sorgerà la cava
(fonte: bresciaoggi.it)
L’obiettivo? Confidare nel coinvolgimento diretto delle Amministrazioni e arrivare ad una petizione popolare che smuova coralmente i cittadini e le istituzioni. Durante la serata in cui è stata ufficializzata la formazione del Comitato molti sono stati gli interventi dei cittadini in merito allo stato dell’arte della discarica.

Giancarlo Brignoli, coordinatore del Comitato e referente per il Comune di Palazzolo, ha illustrato il problema. «Ormai il progetto dell’ambito estrattivo è definito: la cava avrà una superficie di 16,2 ettari e sarà profonda 20 metri ma soprattutto disterà 1500 metri da Telgate, 1100 da Palazzolo e molto meno rispetto alla scuola che sarà edificata nella zona e 1700 da Palosco – ha spiegato Brignoli -. Sono le conseguenze sull’ambiente e la popolazione a destare preoccupazione: oltre al possibile inquinamento della falda, si verificherà anche un forte impatto sull’ecosistema in un contesto ancora fortemente agricolo, e non pochi problemi di viabilità soprattutto per il Comune di Palazzolo. Dobbiamo lavorare perché la discarica non venga realizzata».
Secondo quanto sostenuto dall’ing. Fabio Turani della lista civica «Progetto per Telgate», l’escavazione e il successivo riempimento comporterebbero anche un dissesto idrogeologico per via della profondità e della vicinanza alle falde, nonché l’incremento del 15% delle pm10 a livello locale.
«Il buco, come dicono, sarà riempito di rifiuti inerti ovvero scarti di lavorazione di impianti metallurgici e, una volta colmato, tornerà ad uso agricolo – ha affermato Turani -. Abbiamo inoltre verificato anche alcuni disagi di ordine economico, come la svalutazione di case e terreni nelle zone adiacenti la discarica. Continuiamo a credere che nelle scelte istituzionali è prevalso l’interesse di alcune aziende piuttosto influenti nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Avevamo chiesto una Commissione intercomunale e il comune di Telgate ha declinato, quello di Palazzolo ha affermato di voler agire per conto suo e quello di Palosco non si è pronunciato.

Dobbiamo farci sentire: è l’unico modo per ottenere dei risultati».
Nel frattempo il Comune di Palazzolo si è già mosso sul piano legale per evitare l’attivazione del bacino.

(fonte: giornaledibrescia.it)