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Incidenti, nel bresciano 20 morti in 59 giorni

(g.a.) Sono 20 le vittime della strada dall’inizio del 2011. In 59 giorni, la scia di sangue nel Bresciano si è ripetuta per ben 20 volte, stroncando altrettante vite umane. Sogni spezzati e il dolore infinto di familiari e parenti sulle nuove croci che si vanno ad aggiungere alle 81 del 2010.
Gennaio si è chiuso con ben 11 vittime, un drammatico inizio d’anno che è stato purtroppo confermato anche nei 28 giorni di febbraio, quando a spegnersi sulle strade della provincia sono state altre nove persone.
Una morte ogni tre giorni, un campanello d’allarme che riporta l’attenzione sulle (tante) campagne di sensibilizzazione sui pericoli della strada che, se è vero che hanno sortito un incoraggiante risultato nel corso di un decennio, portando Brescia a dimezzare il numero delle vittime (nel 2000 erano state 204 le croci su strada), tuttavia significa che la guardia non va abbassata e che qualcosa senz’altro ancora si può ancora fare per ridurle e, magari, azzerarle del tutto.

L’ultima vittima in ordine di tempo è stata una donna di 70 anni, investita sulle strisce a Malonno mentre si accingeva ad attraversare la strada. Si tratta del quarto pedone che viene travolto e ucciso dall’inizio del 2011 e sul totale dei 20 mortali.
Ma anche chi viaggia in bicicletta è in balia dei rischi della strada come dimostrano i due ciclisti, un ragazzo di 18 anni, in città, in via Tirandi, e una donna di 66 a Rovato, coinvolti in altrettanti incidenti dall’esito tragico. Proprio per fare fronte a queste difficoltà e per sensibilizzare chi utilizza come mezzo di trasporto le due ruote, l’associazione Amici della bici, Fiab- federazione italiana amici della bicicletta, associazione vittime della strada e comune di Brescia hanno promosso una campagna intitolata “Ciclista illuminato”, volta a responsabilizzare anche i ciclisti perché viaggino per le strade con il kit della giusta illuminazione, che permette di essere visibili agli automobilisti.
Certo, rimane anche il problema delle piste ciclabili che si interrompono improvvisamente costringendo a scendere dalla bicicletta o a spostarsi in mezzo alla strada, oppure quello delle carreggiare riservate al transito dei ciclisti occupate dalle auto in sosta.
Il numero maggiore dei sinistri vede comunque coinvolti le auto e i mezzi pesanti. L’incidenza maggiore dei mortali si è verificata a seguito di un fuori strada, con ben sette incidenti di questo tipo. In sei casi si è verificato uno scontro frontale tra mezzi, mentre un ragazzino di 16 anni, residente a Carpenedolo, è morto dopo 11 giorni dal ricovero in ospedale a seguito delle gravissime ferite riportate in uno scontro tra lo scooter su cui viaggiava e un’auto che stava parcheggiando.
Gli incidenti si sono concentrati soprattutto nel fine settimana (8), mentre l’età media delle vittime è di 46 anni. Purtroppo, però, sono stati quattro i giovani sotto i 30 anni a perdere la vita in questi primi due mesi, e due sono stati gli under 20.

(fonte: quibrescia.it)