Il bar affondato sull’Oglio: anatomia di un disastro.

Il recupero di quattro galleggianti del Bar Controcorrente, la struttura affondata nell’Oglio il 6 maggio di un anno fa a Palazzolo, è forse un primo passo importante per chiarire di chi siano le responsabilità del disastro.
I periti hanno confrontato la tenuta del galleggiante vuoto con quella degli altri tre, per verificare se, quando e come si fossero verificate delle falle.
Lo smontaggio dell’intera struttura, dopo che era fallito in estate il tentativo di farla riemergere, ha impegnato per diversi fine settimana i volontari della protezione civile.

Ora, con il recupero dei galleggianti, l’operazione si ferma per «ragionare», mentre la piattaforma, eliminato il carico, ha ripreso la linea di galleggiamento.
I galleggianti, appoggiati nell’area circondata dalle barriere, sono stati esaminati da periti e tecnici che si preparano ad affrontare la controversia per stabilire le cause dell’affondamento, prima di decidere se restaurare il bar o rimuovere anche quello che ne rimane.
Il Consulente tecnico d’ufficio incaricato dal tribunale spiega che il compito assegnato dal giudice, dopo le denunce del Comune, dovrebbe concludersi in tempi rapidi.
Viste da vicino le saldature dei galleggianti, da alcuni giorni attrazione dei curiosi, non sembrano la causa dell’affondamento: le lesioni visibili si trovano sul fondo che ha sfregato contro il letto dell’Oglio per undici mesi.
Sotto accusa resta il mancato collaudo tecnico del bar, inaugurato dal sindaco Alessandro Sala e affidato in gestione al Movimento cooperativo palazzolese in cambio della manutenzione del parco. Operazione che, secondo le voci critiche, sarebbe stata svolta con troppa fretta.
L’accusa dell’ex sindaco Silvano Moreschi alla nuova Giunta di avere voluto aprire il bar a tutti i costi «per far bella figura», è condivisa dal Pd palazzolese: «Risulta che il collaudo tecnico non c’era – dichiarato Gabriele Zanni, segretario locale Pd -. Ora è necessario capire chi risponderà dei danni, anche d’immagine».
Anche alcuni dei periti di parte, che comunque attendono i verbali del consulente del tribunale, ipotizzano che sull’affondamento possa aver pesato la consistenza e distribuzione dei carichi, che ha abbassato la linea di galleggiamento all’interruzione della corrente dopo l’abbandono del bar. Ma su tutte le ipotesi a breve si potrà fare luce, a un anno dall’incredibile episodio.

(fonte: bresciaoggi)