Errori, rischi e intitolazioni non a norma: il punto di Francesco Ghidotti.

di Francesco Ghidotti
“Cari amici,
intitolare una Via è sempre un’operazione rischiosa. Si vuole tramandare ai posteri il ricordo di date, eventi, personaggi importanti.
Tutte le case che sorgeranno in queste aree di circolazione avranno come indirizzo il nome della via attribuita dal Comune. Nei tempi andati esisteva una Commissione toponomastica che riceveva le segnalazioni e discuteva a lungo sull’opportunità di assegnare nuovi nomi alle vie. Mi risulta che si possono intestare a personaggi che siano scomparsi da almeno dieci anni.
Qui da noi si sono intestate vie a persone che ci avevano lasciato da pochi anni!

Non entro nella scelta dei nomi nuovi, mi piacerebbe che in occasione del 150° dell’unità d’Italia venissero ricollocati i cartigli mancanti in Via XX settembre, Via Garibaldi. E ci si ricordasse del pittore garibaldino Giovanni Battista Rampana (1841-1911).
Sempre a proposito di vie: c’è un cartiglio su cui è letteralmente scritto: Via Ferrararis.
Aggiungo che non si sono utilizzate delle regole importanti nel fare il cartigli. Ad esempio Da Vinci e non Leonardo da Vinci. Anche per Giotto allora si sarebbe dovuto scrivere: Di Bondone. Come si è scritto Via Merisi da Caravaggio.

Cordialità
Francesco Ghidotti”