Discarica di Telgate, s’allarga la mobilitazione.

Superate le 8.000 firme. Il prossimo obiettivo? Sensibilizzare ed attivare anche le Amministrazioni comunali di Bolgare, Grumello e Castelli Calepio. Con soddisfazione il comitato civico «No alla discarica di Telgate» ha consegnato nei giorni scorsi alla stampa il resoconto delle tre giornate di raccolta firme avvenuta a Palazzolo, Telgate e Palosco. La petizione, corredata delle 8.000 firme, è quindi pronta per essere presentata alle Amministrazioni interessate e «danneggiate dalla presenza dell’ambito estrattivo Ateg39 sul confine delle tre municipalità».

Un intervento forse tardivo contro un progetto – quello di cava – che ha già superato l’approvazione provinciale e regionale ma ancora aperto – come ha affermato il porta voce del comitato spontaneo, Giancarlo Brignoli – per quanto concerne la discarica. «Dobbiamo purtroppo constatare l’informazione lacunosa della politica locale che conosceva bene il progetto sin dalla nascita e che in questo modo non ha permesso ai cittadini di comprendere la natura e la rilevanza di quest’opera, se non addirittura l’esistenza del canovaccio dell’ambito estrattivo – ha spiegato Brignoli -. Siamo contenti però che le nostre 8mila firme stiano facendo rumore ed abbiano smosso in modo massiccio le coscienze. Ad oggi sia il procedimento di cava che di discarica è sospeso, perché ancora la Regione deve emettere il decreto sulla valutazione di impatto ambientale richiesta al proponente».
Sulla scorta del successo della raccolta firme – oltre 5.000 nel comune di Palazzolo, 1.500 sia a Telgate che a Palosco -, il Comitato, con petizione alla mano, chiederà ai sindaci di opporsi al progetto di Azienda Verde. Ora il Comitato si sta muovendo attraverso l’organizzazione di assemblee pubbliche, l’avviamento di procedimenti legali e richiesta di audizione in Regione. È in programma inoltre nei prossimi giorni un tavolo con gli amministratori dei comuni di Palazzolo e Palosco e – forse- di Telgate che, a detta del comitato, sembra essere la municipalità più problematica.

(fonte: giornaledibrescia)