Discarica di Telgate: scatta l’esposto in Procura.

Contro la cava-discarica di Telgate ora c’è anche un esposto indirizzato alle Procure di Milano e Brescia. Promotore dell’iniziativa è un cittadino residente nel Comune orobico di Bolgare.
Sembra ingrandirsi sempre di più la mobilitazione spontanea contro l’ambito estrattivo Ateg39, progettato a ridosso dei Comuni di Palazzolo, Palosco e Telgate. Un movimento delle coscienze che ha dato vita al Comitato civico «No alla discarica di Telgate» e ad altre iniziative private.

È proprio in quest’ottica infatti che un cittadino – in completa autonomia – ha deciso di inviare alle Procure competenti, e per conoscenza agli assessori all’Ambiente della Regione e della Provincia di Bergamo nonché all’Asl, un esposto in merito al progetto di recupero della cava. Il documento invita i giudici a verificare alcuni punti della fase progettuale della discarica: la correttezza giuridica delle procedure adottate in fase di approvazione del piano cave della provincia di Bergamo e la tipologia dei rifiuti che – come si legge nell’esposto – «sono totalmente diversi da quelli previsti nella fase di approvazione del piano cave».

Un appello, quello del privato cittadino, che conferma le opinioni e le intenzioni del Comitato civico spontaneo nato qualche mese fa per contrastare la creazione dell’ambito estrattivo.
Nei giorni scorsi si è tenuto un primo colloquio tra il referente del Comitato, Giancarlo Brignoli, e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale di Telgate. «Siamo riusciti ad ottenere la promessa per un ulteriore incontro con il sindaco a cui parteciperà anche il nostro avvocato ed il geologo di riferimento – spiega Brignoli -. In quell’occasione cercheremo di presentare le nostre ragioni e i progetti futuri». La mobilitazione non si ferma. Dopo il successo ottenuto con la raccolta di ottomila firme nelle tre municipalità di Palazzolo, Telgate e Palosco, il Comitato sta ora definendo le strategie da adottare per la battaglia legale che sarà intrapresa nelle prossime settimane. L’interesse principale? Difendere i cittadini soggetti ad un eventuale esproprio.

(fonte: giornaledibrescia.it)