Casa delle associazioni, l’esempio di Idro.

È un bell’esempio di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico quello che si può apprezzare da qualche giorno a Idro: uno spazio nel quale sono state raccolte alcune delle realtà del privato sociale operative sul territorio comunale.
Con il discorso del sindaco Giuseppe Nabaffa, e dopo la benedizione del parroco di don Fabio, la ex scuola materna della cittadina rivierasca (ormai «inutile» a causa della costruzione, poco lontano, della nuova struttura per l’infanzia) è diventata ufficialmente la «Casa delle associazioni».

La nuova destinazione dell’edificio è indicata chiaramente all’esterno da una scritta in bianco rosso e verde che rende onore al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, e le prime realtà associative che hanno fatto trasloco trasferendosi nei nuovi spazi sono quelle che raccolgono gli alpini, i marinai e i paracadutisti. C’è ancora materialmente posto anche per un altro gruppo, e quindi per il momento rimane una stanza vuota; ma gli spazi comuni – il salone per le riunioni, la cucina e i servizi – saranno a disposizione di tutte e 19 le associazioni presenti sul territorio municipale. Basterà presentare una richiesta in municipio.
In occasione della cerimonia inaugurale, il sindaco Nabaffa ha parlato dell’importanza che ricoprono queste forme aggregative nel tessuto sociale del paese, e del ruolo fondamentale dello spirito associativo per la qualità della vita di un paese.
A dimostrazione dell’apertura totale della «Casa delle associazioni», l’amministrazione comunale ha deciso anche di rimuovere la vecchia recinzione che divideva l’edificio ex scolastico dal marciapiede e dalla strada, con l’obiettivo di fare anche del giardino uno spazio fruibile per tutti.
Parlando sempre del momento inaugurale, dopo i discorsi ufficiali e la benedizione religiosa, il coro «Eridio» ha dato il meglio di sé e un piccolo buffet ha attirato i numerosi presenti all’interno della struttura. Così tutti hanno potuto visitare i nuovi spazi ricavati grazie in primo luogo all’impegno anche finanziario dell’amministrazione comunale, ma anche con il lavoro di numerosi volontari che hanno dedicato molte ore alla ristrutturazione dell’edificio.

(fonte: bresciaoggi)