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Palazzolo nella storia: ipotesi dell’origine della città

di F. Ghidotti (da http://www.tiraccontopalazzolo.it/)

E’ sempre di grande interesse il tema sulla ricerca delle origini: anche quello di una comunità come la nostra non sfugge a questa regola.

Per affrontarlo correttamente è necessario precisare che un conto è parlare dell’insediamento umano nella nostra zona e un altro è accertare i tempi e i modi di sorgere di una comunità con tutti i vincoli che essa crea tra i suoi abitanti ed i rapporti di questi col territorio.

Abbiamo fin qui parlato di genti “liguri”, di popoli “celti” fra cui la tribù dei Cenomani, che hanno sicuramente abitato nelle nostre terre. Siamo arrivati a considerare l’influenza della civiltà “etrusca” su questi abitanti della Padania, e infine all’avvento della civiltà “romana” alla quale siamo tuttora debitori.

E’ naturale che prima di procedere oltre facciamo il punto sulle “ipotesi” che da oltre un secolo i vari studiosi hanno avanzato sull’origine di Palazzolo.

Schematizzando per comodità espositiva, poiché l’argomento è invece complesso, diciamo che un gruppo di scrittori di storia locale (G. Rosa, A. Frontero, P. Guerrini, G. Coradazzi.) è per una origine in epoca romana: Palazzolo sarebbe stato un “pagus” e cui facevano capo i più piccoli “vici”, il suo territorio posto sulle due sponde del fiume avrebbe avuto quell’estensione che sarà poi quello della pieve cristiana abbracciando Palosco, Cividino, Pontoglio, San Pancrazio, Alino (Zocco). Ne dà un’idea il nostro Vincenzo Rosa quando scrive l’itinerario delle rogazioni del secolo XVIII.

Questo centro romano era attraversato dalla strada Brescia-Milano, passante per il ponte al centro dell’abitato, era luogo di commercio per genti della pianura e delle vicine valli bresciane e bergamasche; l’autorità romana (pretore) avrebbe esercitato la sua funzione di giudice.

Un altro gruppo (S. Bonari, G.U. Lanfranchi, G. Giudici, F. Chiappa) è di parere contrario e afferma che Palazzolo non fu un pago romano, ma sorse nell’alto medioevo (sec.IV/V) come agglomerato urbano di una grande strada di comunicazione, con un porto, e un mercato di istituzione imperiale.

Il Dotti propende per origini più antiche: forse una palafitta d’argine collocata nella zona a sud del castello e poi centro etrusco, con castello, case e ponte, facente parte di un dispositivo difensivo lungo la sponda bresciana dell’Oglio; successivamente romano e poi pieve cristiana.

Il Lorenzoni identifica Palazzolo colla enigmatica località indicata nelle carte antiche “Leuceris” e posta a metà strada fra Brescia e Bergamo vicino a un corso d’acqua. Palazzolo, anzi Mura, sarebbe stata una tappa militare, perciò fortificata, luogo di sosta di autorità militari e civili, località che avrebbe preso nome dal popolo gallico dei Leuci.

Infatti questo nome significherebbe: “luogo popolato da Leuci nei pressi di acqua corrente”.

Ci sono poi altre ipotesi che prendono a fondamento il nome di Palazzolo facendolo derivare dalla “palificazione” fatta nel fiume per la cattura del pesce: quindi un insediamento di persone dedite oltre che all’allevamento ed al lavoro nei campi, alla pesca.

Come si vede lo spazio temporale varia da 2.000 anni prima di Cristo a 500 dopo Cristo. Ciò dice la difficoltà di raggiungere delle certezze sulle origini e sui motivi che determinarono il sorgere di una prima comunità palazzolese.