Pgt, l’urbanizzazione punta "al cuore" della città

È stato illustrato alla commissione per i Servizi al territorio il Piano di governo del territorio (Pgt), lo strumento di durata quinquennale attraverso il quale l’Amministrazione viene a fissare le linee guida riguardanti il territorio comunale, la sua urbanizzazione e la sua tutela.
L’architetto Giorgio Rovati ha spiegato come «le indicazioni fissate fin dalla prima riunione siano state sostanzialmente mantenute: quindi c’è un netto distacco dai precedenti piani, legati all’urbanizzazione della campagna, per puntare invece sulla riurbanizzazione della città, tenendo quanto già esiste, valorizzandolo ed usandolo al meglio». Lo scopo del piano è stato quello di «non compromettere l’omogeneità del territorio, creando all’interno della parte urbanizzata una serie di connessioni, non solo strade, ma anche percorsi pedonali, piste ciclabili e canali». Da sottolineare anche la creazione di un «telaio verde», una sorta di connessione di tutti i parchi cittadini.

All’interno del territorio comunale sono state individuate undici aree di trasformazione, spazi sui quali le proprietà avranno cinque anni di tempo per intervenire secondo quanto già è stato sostanzialmente concordato durante la fase di stesura del piano. Le prime tre aree individuate si trovano nella zona industriale, nei pressi delle vie Gardale, Valena e Kupfer; le altre aree sono invece all’interno dell’area urbana, pur interessando in buona parte insediamenti industriali quali la Tecnova (viale IV Novembre), la Lanfranchi (via Marconi), Casenghini (vie Don Cremona, Ponte Fusia e Attiraglio) e Montini (via San Pancrazio).

Le altre aree sono nel quartiere San Giuseppe (via Caduti missioni di pace), l’ex cotonificio Ferrari (previsto un centro polifunzionale con insediamenti produttivi, commerciali, ludici e ristorativi e conclusione della passeggiata palazzolese lungo l’Oglio), a San Pancrazio (zona nord-ovest) e, sempre nella frazione, l’insediamento industriale di via Bornico, che appunto dovrebbe ospitare la nuova dislocazione della Lanfranchi. Riguardo ciò, poi, si è comunque considerato che l’ampliamento della scuola «Fermi» potrà essere effettuato indipendentemente dal trasferimento dell’azienda. Le minoranze hanno invitato ad ascoltare anche la loro voce, soprattutto «per una miglior conoscenza del territorio e, al di là dei principi condivisibili, di tener conto delle reali esigenze dei cittadini».

a cura di G.B.V del Giornale di Brescia