Ticket, da oggi via ai rincari

C’è una voce, tra quelle approvate venerdì nel voto alla Camera sulla legge Finanziaria che tocca un settore delicatissimo, quello della Sanità, che ha subito una ‘sforbiciata’ da 7 milioni di euro.
Scattano subito, infatti, già da lunedì, i ticket sia sulle visite specialistiche e sugli esami (10 euro) che sui codici bianchi del pronto soccorso (25 euro).

La conferma è stata data anche da Regione Lombardia, e sul tema è intervenuto l’assessore Luciano Bresciani (Lega Nord) che ha sottolineato di accettare questo “purchè sia l’ultimo gesto che serve a coprire l’emorragia delle Regioni non virtuose”.
Per Bresciani, infatti, ”bisogna mettere alla svelta un freno riparatore con l’introduzione dei costi standard e quindi del federalismo. A quel punto se una Regione va oltre i costi standard, fa pagare il conto ai suoi cittadini. A queste condizioni ben vengano i ticket, anche se sarà dura”. Da lunedì 18 luglio, quindi, anche in tutte le aziende ospedaliere del Bresciano si pagherà un superticket di 10 euro in aggiunta a quello già previsto sulle prestazioni ambulatoriali e le visite specialistiche. Rimane poi quello da 25 euro sui codici bianchi dei Pronto soccorso, già introdotto in Lombardia da qualche tempo.
”Il ticket è stato deciso integralmente da Governo e Parlamento all’interno di questa manovra e quindi i cittadini sanno da dove proviene”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando l’introduzione nella manovra del ticket di 10 euro sulle visite specialistiche e di 25 euro per le prestazioni di pronto soccorso in codice bianco.
Il governatore lombardo, che ha parlato a margine della presentazione del progetto definitivo della Città della Salute, ha comunque voluto ricordare che ”la manovra era necessaria nella misura in cui è stata determinata perchè le turbolenze economiche mondiali stanno mettendo a repentaglio anche le economie più forti”.
”Bene ha fatto il governo a proporre questa manovra e di questa entità e bene ha fatto il Parlamento ad approvarla in tempi rapidissimi. Questo non toglie”, ha comunque precisato Formigoni, “che la manovra poteva e doveva essere disegnata meglio”. In particolare, secondo il presidente lombardo, le regioni lamentano il fatto che ”per il secondo anno consecutivo il 50% dei sacrifici ricade sulla loro testa, quando invece le regioni contano solo per il 20% nella spesa nazionale”.Sono confermate le esenzioni ai ticket per le fasce deboli, tra cui gli invalidi e i malati cronici. Lo ha ribadito, venerdì, il ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Fazio ha ricordato che le norme della manovra che ripristinano il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche varato nel 2007 e confermano il ticket di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso (codici bianchi), non si applicano alle seguenti categorie esenti: gli esenti per età e reddito (bambini e anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annuo); i disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito (8.260 euro, aumentato in base al numero dei familiari); i malati cronici e i cittadini affetti da malattie rare in possesso dell’attestato della Asl; gli invalidi civili, di guerra, per lavoro e per servizio.
E’ inoltre ribadita, ha sottolineato il ministro, ”la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purchè adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e del controllo dell’appropriatezza”.
Sul tema poi del costo dei farmaci generici, la cui copertura è a carico dei cittadini, dopo il cosiddetto l’allineamento dei prezzi deciso recentemente dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), può essere effettuata dalle Regioni utilizzando gli 800 milioni di euro di risparmi previsti dalla norma emanata in applicazione della manovra 2010 che ha ridotto fino al 40% il prezzo di riferimento.
Lo afferma l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha inviato una lettera all’assessore alla Sanità della Lombardia, Luciano Bresciani, rispondendo ad una lettera in cui l’assessore spiegava il sacrificio della sua Regione nel dover coprire i costi per i generici a carico dei cittadini.
Nella lettera a firma dei vertici dell’Agenzia, il presidente Sergio Pecorelli e il direttore generale Guido Rasi si ricorda che la norma che ha disposto l’allineamento del prezzo di riferimento dei farmaci generici a quello medio europeo ha di fatto costituito una somma di circa 800 milioni di euro per le Regioni.
Per questo l’Aifa definisce ”congrua” la decisione della Regione Lombardia di destinare parte di tale beneficio a coprire i costi di quei farmaci generici il cui prezzo di vendita al pubblico non e’ stato ancora allineato a quello del prezzo di riferimento riferimento.
Infine Rasi e Pecorelli ricordano che L’Aifa non ha avuto alcun ruolo nella stesura della normativa, ma si èlimitata alla sua applicazione, pur avendone evidenziate le possibili conseguenze. A dimostrazione dell’attenzione rivolta a questa tematica, l’Aifa annuncia che oggi viene pubblicata la lista di trasparenza contenente anche i dati relativi agli scostamenti tra il prezzo di vendita al pubblico dei farmaci generici e quello di riferimento.

(fonte: quibrescia.it)