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Sfregi, Baudelaire e gli uomini: intervista a Sabrina Falconi, poetessa palazzolese emergente.

Quando è nata la tua passione per la scrittura? E come si è evoluta negli anni?

Ho iniziato ad amare la scrittura alle elementari, quando la mia maestra per la prima volta mi parlò di poesia. Da quel giorno non ho mai smesso di scrivere. Prima mi sono formata grazie alle lezioni scolastiche, poi ho perfezionato la mia cultura soprattutto con i poeti francesi dell’800, in particolare Baudelaire.

Cosa vuol dire per te scrivere? Cos’è la Poesia?
Quello che scrivo viene da dentro, dallo stomaco. Quando scrivo “rigurgito” tutto quello che ho dentro per liberarmi. La poesia è una necessità,
 una valvola di sfogo.

Parlaci di Sfregi: come è nato? E come è arrivato alla pubblicazione?

Sfregi non è nato con l’intenzione di fare un libro. Avevo letto di un concorso letterario per giovani scrittori e ho deciso di raccogliere un malloppo delle mie poesie e inviarle, non puntavo assolutamente alla pubblicazione. Dopo qualche mese invece ho ricevuto una chiamata dalla casa editrice che mi proponeva di pubblicare le mie poesie. Così è nato Sfregi.

Chi o cosa ti ha ispirato per le poesie di Sfregi?

L’ispirazione viene prima di tutto dalle mie esperienze con gli uomini e dai miei viaggi e in generale da tutte le emozioni forti, positive o negative che siano.

Hai avuto altre esperienze prima di Sfregi?
Tempo fa ho deciso di mettere un distributore di palline per bambini in un circolo culturale e invece dei regali ogni pallina conteneva una poesia. Chi voleva poteva leggere una poesia, è stata un’esperienza simpatica.
Poi ho scritto anche un copione, una teatralizzazione poetica costruita intorno ai miei scritti. Un giorno mi piacerebbe portarlo in scena.

Consigli per chi vuole iniziare a scrivere?
Leggere, leggere tantissimo. Senza fermarsi ad un solo genere o ad un solo autore. Solo cercando di conoscere il più possibile si può fare Poesia sia dal punto di vista strettamente tecnico sia dal punto di vista della sensibilità.
Progetti per il futuro?
Sono in contatto con un laboratorio artistico di Marghera e con loro mi piacerebbe creare una collaborazione. Vorrei dargli le mie poesie e farle trasformare in dipinti per poi costruire un percorso artistico letterario. A detta di molti i miei scritti sono molto sensoriali per questo vorrei che si potessero vedere oltre che leggere. Sinceramente preferisco mettere a confronto le mie poesie con le altre arti, come il teatro e la pittura, piuttosto che il semplice libro.

(a cura della redazione di QuiPalazzolo)