L’improvvisa scomparsa di Costanzo Valli, il ricordo di Francesco Ghidotti.

Riceviamo e inoltriamo:

“Ho qui sul tavolo una copia delle pagine che Costanzo ha scritto per ricordare Ugo Pedrali e Sandro Ambrosetti. Me le ha fatte avere martedì mattina. Ora se n’è andato.

Negli ultimi anni ci vedevamo spesso, per scambiarci informazioni, prima sulla sua ricerca sullo stemma della Provincia e poi su quest’ultima. In questo momento di tristezza per la perdita di un amico, si affollano alla mente ricordi lontani. Il bambino Valli che in occasione della venuta in Oratorio del Vescovo, doveva recitare brevi parole di benvenuto,viene fatto salire su una sedia perché i presenti potessero vederlo.

Quando cadevano le bombe, Costanzo era nato nel 1937 e durante l’estate era colla nonna in una casetta nel giardino del papà Rino, proprio di fronte a casa mia, veniva chiamato dalla nonna con : Lisetta, Costanzo, sentite ?
Ci siamo persi di vista negli anni degli studi e ci ritroviamo negli anni settanta in consiglio comunale. Io sindaco e lui all’opposizione. Punti di vista diversi, ma sempre espressi con rispetto e conservando l’antica amicizia.
Poi il Palazzo Broletto: io in consiglio provinciale, lui dirigente del settore ecologico della provincia. Quindi la sua ascesa alla carica di Presidente.
Negli ultimi tempi lo scambio amichevole era riservato ai problemi della città, della ricerca storica, della Cooperazione.
Costanzo ed il suo barboncino bianco sono scomparsi improvvisamente dalla Piazza e dal parco della Castrina. Ci mancheranno.
Francesco”