Col nuovo Pgt fabbriche fuori dai centri abitati

Pronto il documento di piano del nuovo Pgt. Redatto – e pubblicato sul sito del Comune – il primo documento che, insieme al piano delle regole e a quello dei servizi, costituirà il Piano di governo del territorio – che sarà probabilmente adottato a partire da ottobre -, ossia il nuovo strumento di pianificazione del territorio comunale, sostitutivo dell’ormai vecchio piano regolatore generale.
Come ha illustrato l’assessore all’Urbanistica e Viabilità, Stefano Raccagni, il documento di piano rappresenta «lo strumento che identifica gli obiettivi e le strategie utili per lo sviluppo economico e sociale della città, nell’ottica della valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e culturali».

Secondo quanto stabilito negli ambiti di trasformazione territoriale, nel rispetto e nella volontà dell’Amministrazione comunale, anche la frazione di San Pancrazio – come gli altri quartieri di Palazzolo – sarà dotata di un parco pubblico alla luce del ridimensionamento dell’area edificabile in via Napoli. Importanti nel documento gli interventi legati alla riqualificazione di aree produttive esistenti ed inserite nel tessuto urbano a natura prevalentemente residenziale.
«Abbiamo cercato di delocalizzare qualche azienda – spiega l’assessore Raccagni – sia per migliorare la vivibilità e la viabilità, dal momento che molte fabbriche costituiscono anche dei blocchi alla circolazione, anche per l’attività della fabbrica stessa».
In questa direzione si inserisce la riqualificazione dell’area occupata dalla Lanfranchi (tra via Zanardelli, via Einaudi e via Matteotti) che sarà riallocata – nei tempi stabiliti dall’azienda di concerto con l’Amministrazione – nell’area di via Bornico a completamento del polo industriale di San Pancrazio.
La riconversione prevede destinazioni residenziali, commerciali, spazi verdi e parcheggi nonché la realizzazione di una viabilità pubblica di collegamento. Analogamente è stato pianificato il piano di recupero dell’area occupata dalla ditta Tecnova in via IV Novembre, a Mura, dove sono previste un’area residenziale, piccole attività commerciali, spazi verdi e parcheggi e quello delle ex fonderie Montini, area usata come deposito e stoccaggio materiali, che sarà destinata ad edifici per il terziario, commercio e residenza.

«Anche l’insediamento produttivo della ditta Casinghini in via Attiraglio nel quartiere di Sacro Cuore risulta sovradimensionato – spiega Raccagni -; l’azienda sarà riallocata nella zona industriale di Palazzolo mentre l’area riqualificata destinata a zona residenziale, attività del terziario e del commercio, spazi verdi e parcheggi pubblici».
Un importante intervento sarà quello dell’area sul lungo Oglio nord, occupata dall’ex cotonificio Ferrari, ormai dismesso e in avanzato stato di degrado, che sarà riconvertito in un centro polifunzionale integrato per attività artigianali, culturali e di ricerca tecnologica, per strutture ricettive, ludico ricreative e residenziali.
«Il recupero degli edifici industriali prevede la pulitura ed il riassetto dei volumi originari – aggiunge l’assessore Stefano Raccagni -, per consentire che le nuove funzioni si muovano di pari passo con la valorizzazione degli aspetti estetico-formali della vecchia struttura».
Nel Documento di piano sono inoltre previste la nuova area industriale – già presente anche nel vecchio Piano regolatore generale – a completamento degli ambiti produttivi esistenti a sud di viale Europa e l’area tra via Milano e via Caduti nelle Missioni di Pace, nel quartiere di San Giuseppe, che costituirebbe la nuova sede delle associazioni che ora risiedono nell’area standard del futuro polo scolastico (nell’area della scuola media Fermi).

a cura di Roberta Bellino – giornaledibrescia.it