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24 settembre 2018

Parco dell´Oglio ferito al cuore. Reflui maleodoranti nel fiume


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Un tratto del laghetto di acqua putrida creato dall’inquinamento

I carabinieri di Palazzolo e della compagnia di Chiari, dopo un´ispezione che ha fatto seguito alla segnalazione di un cercatore di funghi, hanno avviato un´indagine per accertare la provenienza dei reflui che finiscono nell´Oglio, dopo aver formato un laghetto con acque grigie e maleodoranti, nell´area nord del parco fluviale di Palazzolo.
L´area dello sversamento inizia pochi metri dopo la cinta dell´ex cotonificio da cui usciva il canale (asciutto nell´area interna lunga un chilometro), sbarrato con un muro in cemento al confine con il parco. Il laghetto maleodorante, dove si intravedono rifiuti ingombranti smaltiti abusivamente, occupa l´antico letto del canale che a valle corre parallelo al fiume.
 Coperto per alcune centinaia di metri dalla fitta vegetazione spontanea di rovi e robinie che lo rende quasi invisibile, il canale è alimentato da un collettore in cemento. La sagoma dello scarico fa pensare a un tronco di fognatura del quartiere della Sgraffigna, che passa sotto la seriola Fusia (dove l´acqua è tanto limpida da lasciar vedere piccoli pesci sul fondo), che si immette nel vecchio canale e da lì nel fiume Oglio.

Il canale maleodorante, alimentato forse da un collettore fognario

La cascatella grigia e puzzolente non si arresta un attimo e il flusso alimenta un laghetto che defluisce a monte fino al confine con l´ex cotonificio; a valle fino a uno spiazzo erboso, dove forma un´ansa che si immette sotto un ponticello, scomparendo alla vista per sfociare dopo alcuni metri nel fiume. Il terreno scuro e molle delle rive di questo laghetto è coperto del tutto dai rovi: nell´acqua, se così si può chiamare, non ci sono segni di vita; la superficie, interrotta da detriti di legno, è coperta da piccole bolle d´aria che spuntano tra le foglie.

Dal laghetto, invisibile percorrendo il sentiero lungo la riva del fiume, l´odore raggiunge anche le abitazioni della Sgraffigna nei pressi della ferrovia, come riferisce un residente del condominio «La Villa», che ne ha parlato ai carabinieri.
In pieno parco Oglio Nord, l´area tra il laghetto e il sentiero lungo, nella Pasqua 2009, fu invasa da centinaia di ragazzi accorsi da ogni parte d´Italia per il rave party «Pasquatek», durato due giorni all´interno dell´ex cotonificio. Da allora la situazione non è migliorata: sbarrato l´accesso al cotonificio, la zona è poco frequentata, non solo perchè punto di ritrovo di tossicodipendenti ma anche per l´assenza di servizi. Nella boscaglia, ma anche in riva al fiume, si trovano sacchetti di rifiuti, bottiglie, lattine, stracci e resti di fuochi improvvisati con pezzi dell´arredo in legno del parco.
La scoperta casuale dello scarico ha dato il via agli accertamenti dei carabinieri per capire chi scarichi in quel punto e cosa contenga l´acqua che finisce nel fiume, a monte del centro storico, senza alcun trattamento di depurazione.

(fonte: bresciaoggi.it)

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