«Quel luogo di culto è abusivo», sfrattata la chiesa evangelica

Un´assemblea della congregazione
evangelista di Palazzolo 

di G. Chiari
Palazzolo s/O. Non solo moschee. Dal centro di preghiera islamico di Cologne, oggetto di un estenuante braccio di ferro legale, al tempio sikh chiuso d´autorità a Borgo San Giacomo, quello dei luoghi di culto è un nervo scoperto per le amministrazioni comunali bresciane.
L´ultimo caso è scoppiato a Palazzolo. dove il Comune, applicando una normativa urbanistica, ha dato un virtuale avviso di «sfratto» all´associazione religiosa «Christ peace and love» che organizzava i suoi incontri di preghiera in un capannone in via Golgi. Secondo l´Amministrazione civica l´immobile ha una destinazione produttiva e non può dunque essere adibito a luogo di culto.

Entro il 12 dicembre i fedeli della confraternita protestante evangelica dovranno trovare un altro luogo di incontro. In caso negativo, l´immobile sarà acquisito a titolo gratuito dal Comune. Una sorta di confisca per inadempienza urbanistica. L´immobile, di proprietà dell´Unicredit, affidato in leasing alla società Imis, è stato ceduto in locazione dal 2004 al gruppo dell´Evangelic ministries international. Da oltre sei anni, ogni venerdì e domenica, la congrezione si ritrova in via Golgi per pregare, cantare e commentare le letture sacre.
L´ordinanza comunale è arrivata come un fulmine a ciel sereno sulla comunità evangelica, formata in gran parte da immigrati africani.
I fedeli, che in passato avevano trovato asilo nel seminterrato della chiesa parrocchiale di San Giuseppe, pensavano infatti di aver risolto definitivamente il loro problema con una sede situata a poca distanza dalla Sala del regno dei Testimoni di Geova e dal centro di protezione civile, e in una zona servita fra l´altro di parcheggi e lontana da zone abitate. Il luogo di culto, insomma, non ha mai dato problemi di ordine di pubblico o di convivenza con i residenti.
«Quando abbiamo ricevuto dal Comune l´ordine di ripristinare l´attività artigianale – ha spiegato ai fedeli il reverendo Emmanuel Obeng, pastore della comunità, a conclusione dell´incontro di preghiera domenicale – siamo rimasti sorpresi e amareggiati. Da anni ci riuniamo per pregare e cantare le lodi a Cristo e a Palazzolo riceviamo il battesimo sulle sponde dell´Oglio».
«La Polizia locale – continua Obeng – ha effettuato diversi sopralluoghi nella nostra sede. Leggendo l´ordinanza abbiamo scoperto che i vigili in un verbale hanno certificato che il capannone viene usato come luogo di culto. Ma la circostanza era stata appurata anche nelle precedenti ispezioni: perchè adesso non va bene?».
Laconica la replica del sindaco: «Fin dalla sua costruzione il capannone è urbanisticamente destinato a usi produttivi – spiega Alessandro Sala – i titolari del leasing ne erano a conoscenza. Cedendolo in affitto a un´associazione si è dunque assunta le proprie responsabilità. La nuova legge Regionale e il Pgt impongono il ripristino della destinazione originaria. L´assessore all´Urbanistica Stefano Raccagni è intervenuto per far rispettare la legalità. Sono sindaco da due anni – conclude Sala – e quanto accaduto in precedenza non ricade sotto la mia responsabilità».

(fonte: bresciaoggi)