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12 dicembre 2018

"Coprifuoco” bocciato dal Tar di Brescia


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Il Tar di Brescia ha accolto il ricorso dell’associazione “Radio Onda d’urto” contro le “ordinanze coprifuoco” del sindaco di Brescia Adriano Paroli, imposte in via sperimentale ai negozi e bar del quartiere Carmine, per ragioni di decoro urbano e sicurezza pubblica.
Secondo i giudici del tribunale amministrativo di via Zima, la delibera dell’amministrazione bresciana è stata imposta a tutti i locali, indiscriminatamente, “senza limitarsi alla repressione delle singole situazioni fuori norma”. Ciò comporta l’illegittimità delle ordinanze, dal momento che il sindaco non ha la facoltà di esercitare tale potere su un così ampio raggio di situazioni.

Perché l’intervento sia legittimo secondo il Tar “deve essere basato su esigenze effettivamente contingibili e urgenti, e comunque proporzionato ai problemi rilevati nell’analisi della situazione di fatto”.
Per i giudici di via Zima invece “il Comune mette invece sullo stesso piano fenomeni tra loro distinti (criminalità, clandestinità, disturbo della quiete pubblica, assembramenti molesti o sospetti, violazione delle licenze commerciali e delle norme igienico-sanitarie) e comprime indistintamente tutte le attività economiche esistenti collegabili direttamente o indirettamente a cittadini stranieri”, ingiustamente addossando “ai soggetti che contribuiscono meno alla formazione del problema”. Cioè, nel caso trattato, proprio a Radio Onda d’Urto, alla quale, inoltre, il comune deve ora corrispondere 2mila euro a titolo di rimborso delle spese di causa.

(fonte: quibrescia.it)

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