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19 giugno 2018

Bocciatura della cava l´aula «plaude» al Tar


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di Giancarlo Chiari

Gradita, anche se inattesa. La terza bocciatura del Tar di Brescia del piano cave di Bergamo, che blocca l´Ate G39 di Telgate (16 ettari per 20 metri di profondità) ai confini con Palazzolo e Palosco, ha ridato fiato a chi si oppone all´impianto autorizzato dalla giunta leghista del paese bergamasco nonostante la netta opposizione del comitato anticava coordinato dal palazzolese Giancarlo Brignoli, che ha raccolto più di 8000 firme e il sostegno dei sindaci di Palazzolo e Palosco.

LA SENTENZA del Tar di Brescia, pronunciata il 5 ottobre, e pubblicata il 21 novembre, è stata comunicata al consiglio comunale di Palazzolo da Gabriele Zanni, segretario del Pd, nel corso dell´interpellanza al sindaco Alessandro Sala, all´interno della quale si chiedevano spiegazioni sull´incontro tra il cavatore, Azienda Verde, e gli assessori della Lega in giunta. Zanni ha fatto notare che la sentenza, «che boccia per la terza volta il piano cave della provincia di Bergamo», consente di rafforzare la posizione di Palazzolo e Palosco.
Sala, che non era a conoscenza della sentenza, non ha aperto bocca sull´incontro tra cavatore e assessori leghisti, ma ha ribadito l´opposizione all´Ate G 39, precisando che proprio il 21 novembre aveva incontrato gli amministratori di Palosco e il comitato anticava.
La seduta di venerdì scorso ha registrato l´unanimità sul no alla cava sulla mozione Pd; e anche sulla raccolta differenziata, sull´istituzione e il funzionamento del consiglio tributario, e sulla la nuova convenzione con l´Aler.
Dopo la seduta, Zanni ha osservato che la sentenza contiene elementi d´ interesse, come la tutela dall´inquinamento. Pronunciandosi il 5 ottobre il Tar di Brescia ha infatti bocciato la delibera del consiglio regionale del 2008 che approvava il nuovo piano cave della Provincia di Bergamo, compensando le spese ma condannando la Regione a rifondere il contributo unificato, perché «il Piano cave – hanno scritto i giudici – avrebbe dovuto essere sottoposto a Vas prima della sua approvazione definitiva» e soprattutto perché dopo la segnalazione «del superamento del limite per il cromo esavalente in uno dei punti sottoposti a periodico controllo – da parte del Comune -. L´autorità regionale era tenuta a riesaminare profondità di scavo ammessa e pericoli di contaminazione».
(fonte: bresciaoggi)

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