Vicenda ”Edicola piazzale Mazzini”, la posizione della Fondazione Galignani

Riceviamo e inoltriamo le precisazioni del presidente della Fondazione Galignani Angelo Lazzari alla nota dell’assessore Stefano Raccagni del 23-12-2011.

1) Relativamente alla questione della proprietà dell’area in oggetto, nella nota dell’Assessore viene ricordato il passaggio del “Contratto di comodato d’uso gratuito di immobile” del 5.9.1995, come integrato il 29.10.1997, che riferisce di “area da cedere …” al Comune, come se potesse essere messo in discussione il titolo di proprietà della stessa area (anche se, in seguito, affermando che “l’edicola potrà essere spostata alla scadenza del comodato d’uso” l’Assessore, per conto del Comune, riconosce implicitamente che solo di comodato d’uso si tratta, ovvero che la Fondazione nulla ha venduto e il Comune nulla ha acquistato, e che quindi la proprietà dell’area è della Fondazione Galignani).

Per scrupolo si rammenta che nessun atto di vendita è mai stato stipulato tra le parti.
In effetti i due contratti del 1995 e del 1997 non a caso titolano “Contratto di comodato d’uso gratuito di immobile tra l’Ente Morale Antonio Galignani ed il Comune di Palazzolo sull’Oglio” e “Integrazione al contratto di comodato d’uso gratuito di immobile tra l’Ente Morale Giuseppe Antonio Galignani ed il Comune di Palazzolo sull’Oglio” e in nessun modo viene anche solo lontanamente evocata alcuna cessione, da intendersi quale vendita, ma si stabilisce unicamente una durata del comodato proporzionale all’investimento effettuato dal Comune di Palazzolo, durata stabilita in 50 anni con il primo contratto e prorogata di 10 anni con il secondo a seguito dell’ulteriore investimento necessario alla “integrazione di aree da destinare ad uso esclusivo della scuola ed alla creazione di spazi protetti (marciapiedi etc.)”.

2) Relativamente alla destinazione delle aree è evidente che, in primis, la destinazione è già definita quando si afferma che le stesse verranno concesse in comodato per essere destinate “ad uso esclusivo della scuola ed alla creazione di spazi protetti (marciapiedi etc.)”, mentre non si comprende come possano essere ignorati i passaggi dei contratti che prevedono, nelle premesse al primo comodato del 1995, che “qualsivoglia intervento e/o modifica che si intenda apportare al progetto sopra indicato, nonché la conseguente nuova destinazione degli spazi, il cui onere finanziario rimane a carico esclusivamente dell’Ente Locale, dovranno essere concordati fra il Comune di Palazzolo s/O ed il Consiglio di Amministrazione dell’Ente Morale Galignani”.

L’art. 4 dello stesso contratto di comodato prevede poi che “il Comune di Palazzolo s/O si riserva la facoltà di determinare eventuali altre destinazioni d’uso degli spazi e degli immobili in questione. La effettiva scelta di un mutamento di destinazione dovrà essere obbligatoriamente concordata e condivisa dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente Galignani, pena l’applicazione di quanto previsto dall’ultimo comma dell’art. 1804 del Codice Civile” (che recita: “se il comodatario non adempie gli obblighi suddetti, il comodante può chiedere l’immediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno”).

E ancora: l’art. 9 dello stesso contratto aggiunge che “Il Comune, senza l’espresso consenso dell’Ente Galignani non potrà concedere ad alcuno il godimento dell’immobile qualunque ne sia il fine”, mentre nelle premesse al Contratto di integrazione del comodato d’uso gratuito del 1997 viene stabilito, come già ricordato, che trattasi di “aree da destinare ad uso esclusivo della scuola ed alla creazione di spazi protetti (marciapiedi etc.) e all’art. 7 si afferma che “Quanto indicato nel comodato già in atto che non viene modificato dalla presente integrazione deve ritenersi confermato”. Si sottolinea infine che la Fondazione Galignani non è mai stata né interpellata, né solo informata circa le intenzioni dell’Amministrazione sullo spostamento dell’edicola.

3) Senza entrare nel merito del fatto che un’edicola sia o meno un “servizio di interesse generale” si ritiene che la stessa possa essere utilmente collocata in piazzale Mazzini o in altre sedi purché su aree disponibili e libere da precedenti vincoli contrattuali, con condizioni di viabilità adeguate ma in nessun caso riferibili alla Fondazione Galignani.
4) Rassicuro che non solo i Componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ma anche l’Assemblea degli Aderenti non solo sono stati ufficialmente resi edotti della vicenda “edicola” ma hanno determinato con decisioni formali ed all’unanimità i passi che il Presidente ha compiuto.

Ribadisco infine che la Fondazione Galignani è nata a Palazzolo per volontà testamentaria del 1908, è qui operativa ininterrottamente di fatto dal 1917, cioè da 95 anni, ha sempre svolto un’azione fortemente radicata nel territorio a favore dei giovani e delle famiglie, attualmente gestisce servizi aperti gratuitamente alla popolazione minorile quali il Centro di Aggregazione Giovanile, attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie, è da sempre patrimonio di tutta la collettività palazzolese, punto d’incontro e di promozione formativa per rappresentanti dei genitori di tutte le scuole di Palazzolo, pubbliche e cattoliche, dalle materne alle superiori, presta gratuitamente proprie strutture a gruppi di vario volontariato quali la Caritas, il Comitato di San Gerolamo e il volontariato missionario, è in grado di mettere a disposizione propri operatori per attività formative richieste da molti anni dalle Amministrazioni di Palazzolo, Rovato, Chiari, Grumello, Calcinate ed altri 15 Comuni tra Brescia e Bergamo. Essendo nata ed avendo sede e cuore a Palazzolo ha avuto e vuole continuare ad avere un posto significativo tra le agenzie educative di questo territorio.

Se viene ipotizzato che “l’atteggiamento e la presa di posizione del Presidente di codesta Fondazione rischiano di incrinare i rapporti con la intestata Amministrazione Comunale” (cioè di Palazzolo) non possiamo che rammaricarci e, viceversa, garantire che non è nostra intenzione andare ad uno scontro per partito preso ma solo per tutelare un patrimonio di tutti e per riaffermare la correttezza e lo spirito che sono alla base delle convenzioni in oggetto.

Riteniamo che sarebbe molto grave se questo eventuale incrinamento, da noi certamente non voluto, avvenisse per aver cercato di difendere e riaffermare le motivazioni che, attraverso le convenzioni, hanno costruito un esempio di proficua collaborazione in atto da molti anni e con una previsione di ulteriore lunga durata..

Il presidente della Fondazione G.A Galignani
Dott. Angelo Lazzari