PD, tutti i no sulla discarica di Telgate

Le nuove ragioni del «no» alla cava-discarica di Telgate sono state il tema centrale del convegno che qualche giorno fa si è tenuto nella sala civica del comune di Palazzolo.
Un dibattito organizzato dai circoli del Partito Democratico di Palazzolo, Telgate, Grumello del Monte e Palosco per ribadire e confermare le motivazioni che un mese e mezzo fa li ha portati a firmare una dichiarazione congiunta per non abbassare la guardia sull’Ateg39 che dovrebbe sorgere in territorio orobico sul confine con Palazzolo e Palosco.

Diverse sono state le attività promosse dal Partito democratico di Palazzolo illustrate dal portavoce Gabriele Zanni, come la richiesta di una commissione intercomunale per il controllo delle operazioni sulle procedure di progettazione della cava e, da ultimo, la mozione – approvata dopo essere stata emendata – per la richiesta di improcedibilità della valutazione di impatto ambientale regionale e la sospensione dei procedimenti sul progetto dell’Ateg39.

Alle integrazioni, richieste in fase di conferenza dei servizi, che il proponente del progetto di escavazione (Azienda Verde) ha presentato a settembre in Regione, non pochi dubbi sono stati sollevati da Fabio Turani della lista civica telgatese, «Progetto per Telgate»: «Nel progetto dell’azienda si legge che l’acqua di percolazione verrà filtrata attraverso una vasca che potrà permettere lo svolgimento delle analisi prima della sua immissione nel torrente Rillo e che sarà realizzata fuori terra con un volume di 800 metri cubi – ha spiegato Turani -.

Quindi oltre alla cava-discarica troveremo anche una mega vasca a deturpare l’aspetto paesaggistico del territorio». Per quanto concerne la viabilità, Turani ha spiegato come, secondo i dati forniti dall’azienda, l’incidenza dell’opera sarà tra il 10 ed il 20% in più del traffico giornaliero di mezzi pesanti; così come problemi saranno riscontrabili a livello acustico.

«Dispiace però che le Amministrazioni coinvolte non abbiamo presentato a loro volta degli studi con dati alla mano che, in sede di conferenza dei servizi, avrebbero potuto contrastare quelli del proponente», ha concluso Turani.
L’intervento di Angelo Bergomi, vice sindaco di Rovato e responsabile provinciale dell’Ambiente per il Pd, ha portato ad un allargamento di prospettiva al modus operandi del settore rifiuti nelle due Province, «dove spesso vengono costruite cave-discariche l’una di seguito all’altra, come a Cazzago e Travagliato per poi chiedere rifiuti alla Toscana per insufficienza di riempimento».

(fonte: giornaledibrescia.it)