Vai a…

RSS Feed

20 agosto 2018

Piovanelli e Mingardi pronti a passare all’opposizione: il voto anticipato è a un passo


Facebooktwittergoogle_plusmail

Si è appena conclusa la conferenza stampa del gruppo di Palazzolo Cambia e non facciamo in tempo nemmeno a prendere il fiato che inizia quella dell’ex assessore alla Pubblica Istruzione, all’Edilizia Scolastica e all’Energia, nonché coordinatore del Pdl cittadino Gianni Stucchi e del consigliere Gianfranco Piovanelli (anch’egli Pdl, della componente ex-An). Non è presente, a causa di impegni pregressi, il consigliere (sempre Pdl ed ex-An) Alessandro Mingardi che comunque, assicurano, sottoscrive ogni parola.

Alle 17:40 di ieri sera, dopo la Grasso e Belotti, anche Piovanelli rimette nella mani del sindaco tutte le sue deleghe: Spazi Museali, Fondi Archivistici e Librari.
Ci conferma innanzi tutto i passaggi che hanno portato, tra accordi e documenti, all’estromissione di Stucchi. «Le dimissioni delle mie deleghe sono dovute al rapporto politico che lega me e il consigliere Mingardi a Gianni Stucchi. Il nostro gruppo è sempre stato coeso e lo sarà anche in questo momento. Mi stupisco che nessuno degli altri consiglieri del Popolo della Libertà abbia dato la benché minima solidarietà a Stucchi».

Con le parole “nostro gruppo” capiamo subito che Piovanelli intende dire quei consiglieri e assessori che provengono da Alleanza Nazionale e che evidentemente non si sono mai fusi completamente con le altre componenti del partito.
«Siamo comunque contentissimi del lavoro che il nostro assessore è riuscito a fare fino a qui e avremmo avuto dei grandi progetti per Palazzolo: per noi e per i palazzolesi la priorità non è certo la nuova caserma…»

Ma è specialmente sul comportamento del sindaco Alessandro Sala che va a parare il discorso del consigliere: «Noi, nella nostra storia politica, siamo sempre stati abituati a discutere serenamente e in modo democratico. Ci siamo trovati di fronte invece ad un sindaco che decide senza consultare nessuno e che non accetta nessuna richiesta di discussione sulle scelte da prendere.»
Ma è l’intervento dell’ormai ex assessore a chiarire che non c’è più alcuna speranza per questa amministrazione di concludere il mandato conferitogli dai cittadini soltanto due anni e mezzo fa. Stucchi è un fiume in piena e perfino prendere appunti diventa difficile.

«Esistono i ruoli, i processi politici, ma prima di tutto esistono le persone. Io nella vita sono abituato ad avere a che fare con ben altra gente, con galantuomini. Il sindaco togliendomi gli incarichi non mi ha nemmeno avvisato di persona, mentre io l’ho chiamato comunque per ringraziarlo di avermi dato la possibilità di fare questa esperienza. Tra me e lui c’è prima di tutto un’abissale differenza di stile.»
Conferma che non c’è nessuna possibilità di sanare la spaccatura e che non accetterà nessuna eventuale proposta di reincarico.
«Sono state dette menzogne e calunnie e soprattutto è stata mandata al macero un’esperienza amministrativa che poteva portare un cambiamento serio alla città».

E anche sul Pdl l’ex assessore è chiaro: «La spaccatura tra gli ex di Forza Italia e gli ex di Alleanza Nazionale è profonda, anche perché a Palazzolo non è mai stato possibile costruire seriamente un partito coeso e fino ad ora tutte le scelte sono state giocate nelle diverse correnti. Non c’è alcuna democrazia all’interno del Pdl palazzolese».
Alla domanda sui rapporti con la Lega in tutto questo marasma politico la risposta è ancora più lapidaria: «La Lega? Noi non abbiamo sentito nessuno e nessuno di loro si è fatto vivo. E poi chiamiamoli correttamente: Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Dico solo che noi siamo per l’Italia unita, senza alcuna esitazione», risponde affilato.

L’impressione, anche se mai viene detto esplicitamente, è che l’area che fa capo a Stucchi sia ormai a tutti gli effetti parte integrante dell’opposizione, che, se dovesse essere confermato, da oggi avrebbe i numeri per sfiduciare l’amministrazione Sala.
Dopo l’approdo di Luisa Sala nei banchi della minoranza e la chiusura totale da parte di Palazzolo Cambia, se anche i consiglieri Piovanelli e Mingardi votassero a sfavore, non ci sarebbe più alcuna maggioranza a sostegno del sindaco.

A questo punto, vista la chiarezza di ambedue le conferenze stampa, potremmo dire che la fine di questa amministrazione è una questione di ore o al massimo di giorni. Ma la domanda che i cittadini si pongono è: cosa succederà dopo?

Le strade percorribili sono due: commissariamento del comune ed elezioni anticipate a maggio oppure commissariamento per un anno e mezzo ed elezioni nella primavera del 2013. Per la prima ipotesi però i tempi sono strettissimi, perché a quanto si apprende la data ultima per andare ad elezioni quest’anno è il 24 febbraio.

Oltre quel giorno, se dovesse finire anticipatamente la legislatura, ci troveremmo con un commissario prefettizio e con i fronti aperti della cava di Telgate e dalla “casa della musica”, del mega centro commerciale di Quintano e delle tante altre cause aperte con i comuni confinanti, solo per citare alcuni dei temi caldi.
Ma soprattutto molti si chiedono: come può cadere una maggioranza comunale? Anche in questo caso ci sono due strade che potranno essere percorse dai consiglieri di opposizione: da una parte la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale durante il quale presentare all’ordine del giorno una mozione di sfiducia che venga discussa e votata, dall’altra le dimissioni in blocco di 11 consiglieri, come era successo con l’allora amministrazione Gamba o come è recentemente successo a Gussago.
Ovviamente stamattina come Qui Palazzolo abbiamo chiesto lumi anche su questo, ma è arrivato un costante “no comment” tutto politico, che fa immaginare comunque che presto Palazzolo si troverà a dover affrontare una complessa campagna elettorale.

Altre storie daPalazzolo