“Dopo 15 anni di fallimenti Pdl-Lega è ora di voltare pagina”: parla il Partito Democratico

Dopo le dimissioni rassegnate nel corso della mattinata, i primi a partire con una conferenza stampa sono i quattro consiglieri comunali del Partito Democratico.

Prende la parola Gabriele Zanni, che oltre ad essere stato consigliere in questi due anni e mezzo è anche il segretario cittadino del partito: «Quello al quale abbiamo assistito oggi è prima di tutto un fallimento politico. Del sindaco Alessandro Sala, certamente, ma soprattutto di quindici anni incontrastati di governo di Pdl e Lega Nord.»

Con Zanni sono presenti anche Nadia Valli, Gianmarco Cossandi e Mino Baitelli.
«Il sindaco fino all’ultimo ha dimostrato la propria inadeguatezza. Ha rassegnato le dimissioni un secondo prima che noi 11 consiglieri ci dimettessimo, tentando in modo maldestro e velleitario di rimanere in carica ancora per venti giorni. Tutto questo dimostra, per l’ennesima volta, un totale disprezzo nei confronti delle istituzioni.»
E ancora: «il decisionismo, i personalismi e l’inconsistenza politica di chi gli è stato accanto in questi anni hanno portato Palazzolo ad una situazione disastrosa.»

Il Pd, come si era intuito anche nei giorni scorsi, avrebbe preferito poter presentare una mozione di sfiducia al sindaco nel corso del prossimo Consiglio Comunale. «Anche solo per il fatto», afferma sempre Zanni, «che in questo modo chi fino a ieri nel Pdl o nei fantomatici “patti civici” ha sostenuto a vario titolo questa maggioranza, avrebbe dovuto spiegare di fronte a tutti i cittadini la scelta improvvisa di togliere la fiducia. Noi, a differenza di altri, non avremmo dovuto giustificare nulla, visto che in Consiglio e fuori abbiamo sempre fatto un’opposizione puntuale e coraggiosa a questa amministrazione. Ma soprattutto sarebbe stato un modo limpido per dimostrare che su tanti temi, evidentemente, abbiamo avuto ragione».

Resta il fatto che questo ultimo Consiglio non c’è mai stato, ma di fronte a tale osservazione i quattro consiglieri affermano compatti che non sarebbe stato possibile convocarlo in tempo, e che se lo avessero fatto Palazzolo a quel punto sarebbe stata commissariata per un anno e mezzo. «Per il bene di tutti la scelta più opportuna sono state le dimissioni in blocco.»
Ma la domanda fondamentale che abbiamo posto è stata: adesso cosa succederà?

I democratici puntano alle elezioni a maggio e confermano che a livello giuridico anche se il Sindaco si è dimesso un minuto prima di loro il Consiglio è decaduto e non sono possibili ulteriori ripensamenti.
Nei prossimi giorni il prefetto di Brescia nominerà un Commissario Provvisorio, che traghetterà la città al voto e quindi non passerà molto tempo prima che inizi la campagna elettorale e il confronto per trovare nomi e alleanze: «attendiamo lo scioglimento e il Commissario, poi apriremo la discussione sulle prossime elezioni», precisano.

Un’altra delle accuse che nei giorni scorsi sono state fatte all’opposizione da parte del sindaco e dalla Lega Nord è lo sperpero di denaro pubblico (che si stima possa essere intorno ai 220.000€) necessario per poter indire nuove elezioni. Anche su questo punto è immediata la risposta di Gabriele Zanni: «sentir dire da loro che saremmo noi a sperperare soldi pubblici è davvero paradossale, dopo tutto il denaro che è stato dilapidato in questi quindici anni. Inoltre è il sindaco che ci ha portati a questa situazione di crisi, e la responsabilità delle elezioni anticipate in un momento del genere va addossata a lui e alla sua maggioranza.»

E simile è la risposta che ci giunge alla domanda sul vuoto amministrativo che rimarrà per qualche mese, con diverse cause aperte nei confronti dei comuni confinanti: «Prima di tutto una quantità così elevata di cause legali è stata il frutto di un fallimento sostanziale della politica, che non si è saputa minimamente confrontare. E poi vista la gestione fatta fin ora da Pdl e Lega dei contenziosi della cava di Telgate o del mega centro commerciale di Quintano è bene aprire una pagina nuova, nella quale Palazzolo torni ad avere un ruolo fondamentale sul territorio».

A questo punto la città aspetta, sotto una spessa coltre di ghiaccio, lo scioglimento del Comune e l’arrivo imminente del Commissario, ma soprattutto attende di poter vedere quali saranno le proposte dei partiti e delle liste che si presenteranno alle prossime elezioni.
Proprio in questi minuti, intanto, il segretario bresciano della Lega Nord afferma che, dopo il “caso Palazzolo” e le recenti dimissioni a Gussago, saranno impossibili alleanze tra il Pdl e il Carroccio alle elezioni primaverili, in tutti i comuni bresciani. Segno che quel che succede sotto la Torre ha ripercussioni politiche anche molto, molto più in alto.

di Francesco Feltri – QuiPalazzolo.it