FUMO&SPECCHI: fronte unico contro le banche

di Valdixviecus
“Qualche volta mi capita di sentire gente che si lamenta, e con ragione, perché quando gli si racconta la cruda verità del mondo reale e dello strapotere dell’Oligarchia Mondialista su di noi, il panorama si presenta, apparentmente, molto grigio e senza speranze. Ma in realtà non è proprio così, le speranze per un mondo migliore ci sono, basta sapere solo chi sono “i nemici” per sapere dove si deve “colpire” per ribaltare la situazione.

Recentemente ci sono state delle manifestazioni popolari contro i tagli e le liberalizzazioni del governo (Goldman Sachs) di Mario Monti, manifestazione che alcuni hanno chiamato dei “forconi” e che i media di regime globalista hanno ampiamente screditato.

Questa operazione mediatica, ben mirata, ha lo scopo di far odiare la manifestazione e i manifestanti (descritti addirittura come lobbisti!) alla maggior parte di italiani possibili, per far sì che non abbraccino anch’essi, tutti quanti, a fronte unico, le richieste dei “forconi” contro il governo.

I forconi, in verità sono gente del popolo, con le mani spaccate dal duro lavoro: agricoltori, trasportatori, pescatori, tassisti, ecc… popolo che lotta per quei diritti reali di sussistenza che si vedono sottratti dalla plutocrazia globalista incarnata dall’attuale governo, una vera manifestazione popolare, molto diversa dalle “manifestazioni” (megasponsorizzate dalla stessa Oligarchia) che non rivendicano nulla di concreto nè di reale, a cui però alcuni “compagni radical chic” assistono, a dir loro, per “salvare la democrazia”.

Ecco una proposta seria, reale e concreta per fare un Fronte Unito, dal Movimento Solidarietà (www.movisol.org movimento che fa a capo l’economista americano Lyndon LaRouche) in cui unire le forze in campo in unico fronte di resistenza di popolo contro l’Oligarchia, con punti di lotta essenziali per cambiare le carte in tavola e sovvertire le relazioni di potere attuali.

Vi prego di leggre attentamente e di far girare questo appello per un fronte unito di tutte le proteste, contro il governo delle banche.”

di Liliana Gorini, presidente di MoviSol
27 gennaio 2012 (MoviSol) – L’anno è appena cominciato, e l’Italia è già in preda alla disperazione ed alle proteste per gli effetti nefasti della manovra di Monti. Il ministro dello “Sviluppo Economico” Passera ha dichiarato che “poche volte il governo ha fatto tanto in 3 mesi”. Ha ragione: è riuscito a portare la benzina a 1.80, a mandare in rovina tassisti, piccoli esercizi, autotrasportatori e pescatori, a indurre al suicidio imprenditori che non ottengono più credito dalle banche, a svuotare i supermercati e i mercati generali per gli scioperi. E ora si accinge anche ad abolire la cassa integrazione, sostenendo che “non ci sono risorse”. Un risultato senza precedenti, bisogna ammetterlo. Esulta la BCE. Voleva la rovina dell’Italia, l’ha ottenuta. Non ci sono risorse per la cassa integrazione, ma ci sono sempre per salvare le banche e gli speculatori. E non è un caso che il primo pellegrinaggio di Monti sia stato alla City di Londra, per ottenere la “fiducia” dei mercati, gli stessi mercati speculativi che hanno provocato l’aumento dello spread tra BTP e Bund tedeschi e che stanno mandando in rovina non solo l’economia italiana, ma quella transatlantica. Per difendere l’Euro, costoro stanno uccidendo l’economia reale di tutta l’Europa, come ha ripetuto più volte l’economista americano Lyndon LaRouche, l’unico ad aver previsto questa crisi fin dalla fine degli anni Novanta.

Come Claudio Giudici, portavoce di MoviSol nonché presidente di Uritaxi in Toscana, ha detto ripetutamente in alcune interviste alla TV nazionale, questa manovra e le liberalizzazioni fanno parte di un piano “Britannia Due” che fa seguito alla svendita dell’industria e delle banche di interesse nazionale decise nell’ambito della creazione di un mercato finanziario in Italia discussa nel 1992, nel famoso incontro sul panfilo della regina Elisabetta, al largo di Civitavecchia, a cui partecipò anche Mario Draghi, e punta a liberalizzare e svendere tutto quello che resta del nostro patrimonio economico nazionale, rendendo impossibile una ripresa economica futura. Passera l’ha ammesso candidamente a Davos, rassicurando i banchieri ivi riuniti che l’Italia otterrà il pareggio di bilancio preteso dall’Unione Europea e della BCE nel 2013 “anche in piena recessione”. E quando sono iniziate le legittime proteste dei tassisti, dei farmacisti, degli autotrasportatori e pescatori, e dei piccoli esercizi colpiti duramente dalle liberalizzazioni, il governo Monti li ha accusati con inaudita arroganza di costituire una “lobby”. Come se la “lobby” fosse il pescatore che non riesce a pagare il carburante, o il tassista che mette un’ipoteca sulla casa della madre per acquistare una licenza, e non lo speculatore di Goldman Sachs che specula sui BTP sottraendo risorse all’economia reale e portando la nostra economia sull’orlo del baratro. Come mai il governo dell’ex Goldman Sachs Monti non prevede alcuna misura contro la speculazione finanziaria? Come mai la BCE si è pronunciata più volte contro la separazione tra banche commerciali e banche d’affari e speculative, quella famosa legge Glass-Steagall voluta da Roosevelt nel 1933 che metterebbe la parola fine al potere della grande finanza, di Wall Street e della City di Londra? Come mai PdL, UDC e PD chiedono “maggiori poteri della BCE” nella loro mozione congiunta, e sostengono a spada tratta questo governo dittatoriale, in stile Bruening, invece di sostenere le giuste rivendicazioni dei manifestanti?

Il Movimento Solidarietà sostiene pienamente le giuste rivendicazioni dei tassisti, degli autotrasportatori, dei pescatori, di tutti i sindacati che si battono contro questa manovra ingiusta e iniqua, e propone loro un “fronte unito” di tutte le proteste, sui seguenti punti programmatici:

– Il ripristino immediato, a livello internazionale, della legge Glass-Steagall, ovvero la separazione tra banche commerciali e banche d’affari voluta da Roosevelt nel 1933 e riproposta al Congresso USA dalla parlamentare democratica Marcy Kaptur. La separazione bancaria permetterebbe di ritirare le garanzie illimitate offerte dai governi al sistema bancario, mantenendole solo per le banche ordinarie, quelle che raccolgono i depositi dei risparmiatori ed elargiscono crediti all’economia reale, abbandonando il settore speculativo al proprio destino. Ciò metterebbe fine ai salvataggi perpetui e ai pacchetti di austerità che essi comportano, liberando risorse per gli investimenti. La separazione bancaria incontra anche l’opposizione del Presidente Obama, ma l’Italia deve proporla con forza, minacciando di farla da sola. I derivati, le vendite allo scoperto, i CDS non vanno tassati, ma vietati. E le banche devono tornare a dare credito all’industria, all’agricoltura, all’economia reale.

– Un piano di contingenza per l’uscita dall’Euro e il ritorno alla moneta nazionale sovrana, come ne esistono in Germania e Francia. Nessuno ci obbliga a morire per l’Euro. La presidente argentina Cristina Kirchner ha dimostrato che c’è un futuro dopo il Fondo Monetario e le sue condizioni: a differenza dell’Europa, l’Argentina ha un tasso di crescita del 7%.

– Grandi progetti infrastrutturali, come il progetto NAWAPA, il ponte di sviluppo eurasiatico, il progetto Transaqua, che rilancino l’economia reale e l’occupazione.

– Un Piano Marshall di sviluppo del Mediterraneo, che includa il ritorno alla politica di Enrico Mattei, di rapporti diretti coi paesi produttori di petrolio (la maggior parte dei quali l’estraggono a pochi dollari al barile), per ridurne immediatamente il prezzo gonfiato dalle borse sul greggio, e abolendo le accise sulla benzina.

Alle varie categorie in sciopero, ai manifestanti, ai semplici cittadini che guardano al futuro con grande preoccupazione diciamo: non siete soli. La stessa piattaforma programmatica è al centro della campagna elettorale dei sei candidati al Congresso sostenuti da LaRouche negli Stati Uniti, della campagna presidenziale di Jacques Cheminade in Francia, la cui proposta per la separazione tra banche commerciali e d’affari è stata ripresa anche dal candidato Hollande. Proposte simili sono in discussione in Germania, in Danimarca. Se le varie categorie in agitazione si uniranno intorno ad una piattaforma comune, non solo costringeranno il governo a tornare al tavolo dei negoziati, ma isoleranno anche i facinorosi e violenti, che più o meno consapevolmente hanno il mandato di screditare le legittime proteste.

Come diceva il grande poeta tedesco Schiller, nel Guglielmo Tell, “c’è un limite al potere del tiranno”. È tempo di mettere fine alla dittatura della BCE in Italia.

(fonte: http://www.movisol.org/12news015.htm)