“Sala e la Bertoli volevano venderci attraverso uno squallido gioco di potere”. Mingardi, Stucchi e Piovanelli vuotano il sacco e spuntano accordi, correnti ed SMS privati.

Ci troviamo immersi nei quadri e nell’arte, quando stamattina prende la parola l’ex consigliere dell’area di Alleanza Nazionale Alessandro Mingardi per spiegare, insieme a Gianfranco Piovanelli e a Gianni Stucchi, le motivazioni che li hanno portati, venerdì scorso, a togliere la fiducia ad Alessandro Sala e far finire prematuramente la legislatura.
Sono presenti anche il referente politico del gruppo degli ex-An, il dottor Aldo Gasparini e uno dei membri storici, Vittorio Pasqua.
Sono settimane che Mingardi non parla, in vista di questo appuntamento con la stampa.

“Come tutti sanno, abbiamo dato pieno sostegno al nostro assessore Stucchi”. E fin qui non ci sono novità. Ma è evidente che i problemi tra loro e l’allora sindaco non sono nati settimana scorsa, bensì molto tempo prima.
“Certamente le incomprensioni hanno una storia lunga, ma il problema invalicabile è arrivato quando Sala ha proposto ai consiglieri di Palazzolo Cambia di sostituirci in maggioranza”.
Sbalorditi, chiediamo spiegazioni sull’argomento.

“Il sindaco, in un incontro formale e verbalizzato, datato 13 giugno, ha proposto ufficialmente a Selina Grasso e ad Alessandro Belotti di entrare a tutti gli effetti in giunta, per poter licenziare Stucchi e sostituire me e Piovanelli. Ma la cosa ancora più grave è che il coordinatore bresciano del Pdl Viviana Beccalossi era a conoscenza di questo tentativo di compravendita politica e non ha mosso un dito.”

A questo punto il quadro si fa più chiaro e queste notizie mostrano, a quanto viene detto, il tentativo da parte di Sala di creare un’altra maggioranza, recidendo il ramo di quegli ex-An con i quali non c’è mai stato molto feeling.
“Ringraziamo i consiglieri di Palazzolo Cambia per la correttezza, la lealtà e l’intelligenza con la quale hanno declinato questa proposta vergognosa”, dicono all’unisono.
E a quel punto?
“A quel punto siamo venuti a sapere di questo incontro e abbiamo tentato lo stesso di ricucire, pensando prima di tutto al bene della città. Ma da quel giorno in poi la frattura si è resa insanabile.”
Fino alla riunione di giunta durante la quale, dopo i distinguo sul Piano Regolatore, l’allora assessore alla Pubblica Istruzione e all’Energia ha votato contro la proposta di costruire una nuova caserma e contro l’idea di trasformare il bocciodromo nella nuova “casa della musica”. Un “no” condiviso anche da Mingardi e Piovanelli e dalla Grasso e Belotti, che ha portato inevitabilmente altro caos in comune.

“L’atteggiamento del sindaco è stato profondamente sbagliato, perché noi ponevamo solo dei temi da discutere insieme, niente di più. Semplice democrazia, che lui non ha mai sopportato”, ribadisce Stucchi.
C’è molta amarezza nella parole di Piovanelli, quando afferma: “speravamo che la Beccalossi potesse risolvere la questione, ma questo non è avvenuto. Il capogruppo del Pdl in Consiglio, Armando Marini, ha dichiarato pubblicamente che la colpa viene soprattutto da Brescia, e noi su questo gli diamo piena ragione”.
Da quel famoso “no” in giunta di acqua sotto il ponte ne è passata tanta. Ed è stata acqua che ha portato altro scompiglio tra Sala e gli ex-An: i distinguo sull’edicola di Mura, il discorso sulla cava o quello sul mega centro commerciale, solo per citare qualche episodio.
“Quando abbiamo votato all’unanimità in Consiglio Comunale contro la cava di Telgate io non ho visto né il sindaco né la Bertoli”, rincara sempre Stucchi.

Ma la vera notizia ci giunge a metà conferenza stampa: poco prima che tutto finisse con l’estromissione di Stucchi, l’allora assessore ai Servizi Sociali, nonché una delle voci più autorevoli del Pdl palazzolese Giuliana Bertoli, ha mandato un sms attraverso il quale, ironicamente, faceva intendere di voler aiutare il sindaco nella sostituzione di Stucchi con Selina Grasso. Il destinatario di tale messaggio è stato Gianfranco Piovanelli, che l’ha reso pubblico verbalmente di fronte a tutti i giornalisti presenti alla conferenza stampa.

Quindi, per fare un po’ di chiarezza, pare che il tentativo di Sala di sostituire Stucchi, Mingardi e Piovanelli con i consiglieri di Palazzolo Cambia fosse non solo pensato e portato avanti da lui, ma anche condiviso e sostenuto dal Pdl, che ha cercato di aiutarlo nell’impresa.
E anche sull’sms, secondo loro, il sindaco sapeva, come pare sapesse pure la Beccalossi.

Insomma, un intrico degno di un romanzo, denso di parole dette e non dette, di accordi firmati e mai resi pubblici, di litigi che si trascinavano e di lacerazioni tra le anime del centrodestra, di incomprensioni e interessi che in qualche giorno sono sfociati nella caduta dell’amministrazione.

Ma la cosa che lascia basiti è l’accordo sottoscritto da Stucchi e Sala l’11 gennaio, del quale si era già parlato e che per la prima volta riusciamo a pubblicare: viene firmato… un giorno dopo l’ormai famoso sms ironico di Giuliana Bertoli ricevuto da Piovanelli! Una storia che, se non ci fossero le date (che invece ci sono) avrebbe dell’incredibile. Accordo che, ricordiamolo, prevedeva una pace tra i due e la promessa di un confronto costante sui temi, mai avvenuto.

Tempo 15 giorni, infatti, e l’allora sindaco prende l’ultima forte decisione: andare ad uno scontro frontale con i tre ex-An, con la consapevolezza di non avere i numeri per poi poter proseguire.
Il 26 gennaio prende carta e penna e licenzia Stucchi.
Potrebbe essere finita qui, senonché Alessandro Mingardi ci dà altre notizie delle quali nessuno, fin ora, era a conoscenza: “Dal 26 alla data delle dimissioni a me e a Piovanelli sono arrivate proposte dal sindaco per entrare in giunta a sostituire l’assessore alla Pubblica Istruzione. Addirittura è arrivato a proporci di prendere gli incarichi di Selina Grasso alle Politiche Giovanili. Ma si è sbagliato di grosso: noi a differenza di altri non ci vendiamo.”

Gli ricordiamo che il sindaco, insieme alla Bertoli, ha dato loro dei traditori. Pronta la risposta di Mingardi: “Ci siamo comportati esattamente al contrario, tutelando la nostra dignità di persone oneste. E diciamo chiaramente a Sala, alla Bertoli e alla Beccalossi che noi di interessi personali non ne abbiamo mai avuti.”
“E poi c’è Mario Labolani, al quale voglio rispondere pubblicamente”, insiste Piovanelli, in una conferenza stampa che ormai si è trasformata in un sacco da svuotare, dove una marea di sassolini vengono tolti dalle rispettive scarpe.
Chi è questo Labolani? Salta fuori che è assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Brescia, ed è uno degli esponenti di punta del Pdl bresciano. Ma cosa c’entra con Palazzolo e con tutta questa storia?
“Labolani è quello che ci ha “espulsi” perché non abbiamo sostenuto il suo candidato alle ultime elezioni regionali. E adesso da Brescia si mette a dare solidarietà a Sala. I cittadini sappiano che questo è il livello al quale è arrivato il Pdl nella nostra provincia.”

Fuori tutti dal Popolo della Libertà, quindi. Tutti tranne Mingardi e Piovanelli: “Noi nel Pdl nell’ultimo anno non ci abbiamo mai messo piede”. Stucchi invece il piede ce l’ha messo e non ha intenzione di toglierlo: “Io dimettermi dal Pdl? E perché dovrei?”. Del resto l’ex assessore è pure coordinatore cittadino del partito. Ma in questi giorni si è detto di tutto e il sindaco ha smentito questa affermazione. E’ vero quindi o non è vero?

“Certo”, ci rispondono. Anche qui nuovo documento, nuovo giro: scopriamo che tutti i consiglieri comunali del Pdl hanno sottoscritto un testo (datato ottobre 2011) nel quale riconoscono a Stucchi la coordinazione del partito.
Questo fa ormai tutto parte del passato, e abbiamo cercato di ricostruire una storia intricata per cercare di darvi le migliori informazioni possibili, ricavandone l’idea che quello che è successo negli ultimi mesi non è stato certo edificante per la politica palazzolese. Ma da oggi in poi cosa succederà?

Mingardi, Stucchi e Piovanelli rispondono che costituiranno una lista civica e che dialogheranno con tutte le forze politiche presenti a Palazzolo, senza nessuna preclusione, con un occhio di riguardo alle altre liste civiche che decideranno di presentarsi alle elezioni di primavera.
“Abbiamo ricevuto molta fiducia alle ultime consultazioni e il nostro elettorato ha condiviso tutte le scelte, anche quelle più dolorose. Adesso guardiamo avanti.”
Qualunque decisione, pare di capire, potrebbe essere presa nei prossimi giorni puntando ad un’aggregazione di forze inedita. L’unica cosa che escludono categoricamente è un nuovo appoggio ad Alessandro Sala. “Mai più. Se ci sarà un ballottaggio tra lui e qualunque altro candidato sosterremo in ogni modo chi cercherà di chiudere definitivamente questa pagina, fosse anche lontano da noi a livello politico”, affermano.

Facciamo per alzarci, quando arriva l’ultima amara conclusione da parte di Gasparini: “E’ stato un errore appoggiare Sala e la sua amministrazione: abbiamo sbagliato e lo ammettiamo. Adesso però lavoreremo sodo perché le cose possano cambiare completamente.”

di Francesco Feltri – QuiPalazzolo.it


(In anteprima per QuiPalazzolo.it l’accordo Sala-Stucchi prima del licenziamento di Stucchi. Documento mostrato pubblicamente ai giornalisti presenti dagli ex consiglieri pdl e scattata durante la conferenza stampa di ieri)

In seguito alla pubblicazione dell’articolo ci sono state alcune contestazioni relative alla divulgazione di informazioni private. Di seguito la posizione ufficiale del sito QuiPalazzolo.

AGGIORNAMENTO2 ( 08/02/12 ore 12,15): In merito alla vicenda riguardante la pubblicazione di sms e documenti riguardanti l’ex assessore Bertoli e l’ex sindaco Sala (ndr accordo privato con Stucchi), come preannunciato ieri ci siamo consultati con i nostri legali onde evitare di danneggiare ingiustamente la signora Bertoli e nel contempo tutelare il nostro diritto di cronaca, e ci hanno confermato che la pubblicazione di sms, per come avvenuto ieri mattina in conferenza stampa non comporta violazione di alcuna norma. Nello specifico ecco perchè non è stata commessa alcuna violazione da parte di QUIPALAZZOLO.IT:

Con riferimento alla questione della presunta violazione del disposto dell’art. 15 Cost. e 618 c.p.: è pur vero che l’art. 15 tutela la libertà e la segretezza della corrispondenza, ma tale principio va contemperato con altri valori costituzionalmente tutelati ad esempio con l’art. 21 Cost. che espressamente vieta che la stampa possa essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Non pertinente risulta il richiamo all’art. 618 c.p. che testualmente recita “Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 616, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto di una corrispondenza a lui non diretta, che doveva rimanere segreta, senza giusta causa lo rivela, in tutto o in parte, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.” E’ di tutta evidenza che quipalazzolo.it non è venuto abusivamente a conoscenza del contenuto di una corrispondenza, ma apprendeva la notizia direttamente dal destinatario della medesima corrispondenza , nell’ambito di una conferenza stampa convocata da una forza politica, alla quale il blog quipalazzolo era regolarmente invitato a partecipare. Quanto invece al disposto dell’art. 616 c.p.c. che espressamente prevede “Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni. Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza” si osserva quanto segue. Le condotte punite a titolo di “dolo” sono: a) la presa di cognizione, se non previsto già come reato da un’ altra norma; b) la sottrazione, che si ha quanto, indipendentemente dalla durata, la corrispondenza sia stata rimossa dalla legittima disponibilità del destinatario; c) la distrazione, tutti gli atti diretti, anche temporaneamente, a modificare il regolare percorso della corrispondenza rispetto alla sua destinazione; d) la distruzione o la soppressione; e) la rivelazione del contenuto senza giusta causa e con pregiudizio rilevante, si tratta di ipotesi in cui si può escludere la liceità del comportamento attraverso un bilanciamento di interessi ed affidandosi ad una ricognizione etico/sociale del senso di giustizia. Nel caso di specie, lo si ribadisce, il blog prendeva cognizione del contenuto di una comunicazione direttamente dal suo destinatario, che ne mostrava addirittura il testo. L’aver riportato testualmente e senza alterazione quanto appreso rientra pienamente nell’ambito del diritto di cronaca, peraltro su fatti di rilevanza ed interesse pubblico, stante l’argomento ed i soggetti coinvolti della vicenda. Di modo che la rivelazione del testo del sms è assolutamente presidiata e scriminata dal concetto di giusta causa di cui al comma 2 dell’art. 616 c.p.”

——————-

Detto questo, e sperando che sia chiara la nostra totale estraneità a reati di alcun tipo, non riesco a non esprimere il mio rammarico per le modalità minacciose che in alcune situazioni la politica assume nei confronti di chi cerca di fare informazione in maniera seria, appassionata, gratuita ed indipendente. Ricordo a tutti – poichè il blog ha sempre avuto le porte aperte a tutti, senza forme pregiudiziali di alcun tipo, anche e soprattutto da un punto di vista politico – che QuiPalazzolo.it è e resta un blog libero e indipendente che tenta di dare la migliore informazione possibile ai cittadini, attenendosi sempre e soltanto alle dichiarazioni rese pubbliche, specialmente quando affronta temi politici, e garantendo il diritto di replica.

L’augurio è che la politica impari a rispettare chi fa corretta informazione, anche quando le informazioni riportate possono dar fastidio, dal momento che da parte nostra c’è sempre stata correttezza e, soprattutto, disponibilità per chiunque di replicare o di esprimere la propria posizione dinnanzi a un’utenza che, ad oggi, si aggira attorno alle 2mila visite giornaliere: lo sanno bene tutti i politici che fino ad oggi hanno inoltrato al sito comunicati, iniziative o segnalazioni da rendere pubbliche, ai quali Quipalazzolo ha sempre concesso i propri spazi.

Fabio Di Benedetto, gestore QuiPalazzolo.it

AGGIORNAMENTO1 (8/2/12, ore 00,30 circa): nell’enfasi della pubblicazione, al fine di garantire ai quasi 2mila lettori quotidiani del sito, l’aggiornamento costante delle vicende politiche palazzolesi abbiamo pubblicato, in assoluta buona fede, il contenuto di un messaggio telefonico privato, tra l’ex assessore Bertoli e l’ex consigliere Piovanelli. Provvediamo come gentilmente richiesto dall’assessore Bertoli alla rimozione del suddetto contenuto, in attesa di poter verificare, con i nostri legali, che esso non sia soggetto a restrizioni legislative, trattandosi di corrispondenza tra privati, che comunque, teniamo a ricordarlo, è stata resa pubblica verbalmente da uno di essi in una conferenza stampa pubblica, alla presenza di giornalisti di numerose testate.
La redazione