A proposito di “identità smarrita”, l’opinione di Francesco Ghidotti

Di questo tempo argomentare su “rilanciare il centro storico, ritrovare l’identità smarrita” è un esercizio al quale in primis sono chiamati i candidati alle prossime amministrative.
I due temi, possono ridursi, secondo me, ad uno solo: “Ritrovare l’identità smarrita”. Equivale affermare implicitamente che Palazzolo abbia smarrito la propria carta d’identità e la cerchi con ansia. Ma quale identità?

Quella del Novecento, dell’Ottocento e così a ritroso nei secoli. In ogni secolo Palazzolo ha mostrato caratteristiche diverse. Succede anche a noi, quando osserviamo le nostre carte d’identità, a distanza di 10, 20 o trent’anni. Farne sintesi è molto difficile.
Si potrebbe procedere partendo da foto degli anni 50 del Novecento, un tempo abbastanza vicino a noi, sovrapponendovi la Palazzolo di oggi. Quante sorprese!
Quando leggo, come suggerimento, la proposta di riportare alla luce le isole del “ram” dell’Oglio, interrate negli anni 60, resto sconcertato. Perché non provare a proporre un tema più generale: Come sarà la città nel prossimo decennio? Quanti saremo nel 2022? Quali servizi serviranno per ottenere il tanto sognato “effetto città”, come argomentavamo negli anni ’70 ? Si cominci col fare un elenco dei servizi che abbiamo perso per strada, di quelli esistenti e come migliorarli.

Ognuno di noi ha una sua personale idea di città. Mettiamoci a ragionare in termini concreti, forse ne uscirebbe un programma ideale da proporre ai candidati alle prossime amministrative.
Francesco