Palazzolo: scoppia la polemica sul costo delle elezioni anticipate

di Roberta Bellino (fonte: giornaledibrescia)
È polemica fra le forze politiche palazzolesi per le spese delle elezioni anticipate. Al centro del dibattito – reso particolarmente vigoroso dalla campagna elettorale già decollata – c’è il bilancio di previsione (in particolare il capitolo di spesa relativo all’organizzazione delle elezioni) presentato nei giorni scorsi dal commissario prefettizio Roberta Verrusio.

La scintilla della polemica s’accende col manifesto dell’ex sindaco Alessandro Sala, affisso poche ore dopo le sue dimissioni e lo scioglimento del Consiglio comunale a fronte delle dimissioni di 11 consiglieri. «I cittadini non meritano di caricare sulle loro spalle un onere elettorale di circa 225mila euro per l’interruzione della legislatura» si legge sul manifesto di Sala, che accusa i consiglieri dimissionari «di mandare la città alla paralisi amministrativa e di far sborsare ai cittadini 225mila euro per le elezioni anticipate». Insomma, per l’ex primo cittadino andare alle urne due anni prima della scadenza naturale costerà alla città circa 225mila euro.

Il fuoco (della polemica) invece s’accende con la presentazione, da parte del commissario prefettizio e del funzionario comunale, del bilancio previsionale agli ex capi gruppo consiliari, in cui – secondo il Pd e la civica Impegno Palazzolo – comparirebbero cifre ben diverse da quelle sostenute da Sala.
«La spesa complessiva per le elezioni anticipate sarà di 43mila euro; cifra ben diversa dai 225mila euro dichiarati da Sala nei manifesti» ha commentato il candidato sindaco del Partito democratico, Gabriele Zanni, definendo poi come «grossolano e non suffragato da dati di realtà, atti e numeri l’agire amministrativo dell’ex Giunta Sala». Dello stesso parere anche Tarcisio Rubagotti di «Impegno civica Palazzolo», secondo il quale «l’ex sindaco Sala o ha mentito o diversamente si è dimostrato incompetente ed approssimativo (il riferimento è sempre ai costi delle elezioni – ndr)». E mentre Alessandro Sala rigetta tutte le accuse, trincerandosi dietro un «non è vero», l’Udc esprime forte perplessità sull’accaduto, richiamando ad «una maggiore ponderazione delle dichiarazioni».

Selina Grasso della lista «Palazzolo Cambia», parlando anche a nome degli ex consiglieri Alessandro Belotti, Gianfranco Piovanelli e Alessandro Mingardi nonché dell’ex assessore Stucchi, dichiara di essere «meravigliata, dal momento che si era diffusa una notizia diversa e quindi falsa».

Ma sulla «guerra delle cifre» è ben presto intervenuto, con un comunicato, il commissario prefettizio, Roberta Verrusio. La quale ha voluto evidenziare che i 43mila euro indicati nella riunione con gli ex capigruppo riguardano la spesa per le consultazioni del 6 e 7 maggio ma che la contrazione delle entrate, prevista a livello nazionale dal Ministero (riconducibile ai molti tagli di contributi a favore degli enti locali, alla riduzione di consiglieri e alla compressione di ore del direttore generale) verrà anticipata di due anni, proprio a causa delle elezioni nel 2012 anziché nel 2014. In sostanza? Con le elezioni anticipate sono previsti «effetti negativi sui bilanci 2012 e 2013 per circa 204mila euro».

E quindi i «famosi» circa 225mila euro tornerebbero. Ma la nota di precisazione tecnica inviata dal commissario prefettizio fa sollevare un ulteriore gran polverone. Il primo a replicare, con una nota, è Gabriele Zanni del Pd che si dice stupito «che a fronte di richieste di chiarimento in ordine alla correttezza di un manifesto affisso dall’ex sindaco sia il commissario prefettizio ad intervenire in sua difesa». Non solo, «questa circostanza fa dubitare dell’imparzialità» accusa Zanni (dello stesso parere anche Selina Grasso), anche se «rimane il dato inoppugnabile di bilancio che per le elezioni anticipate causate dalle dimissioni dell’ex sindaco Sala e dall’incapacità di governare la sua maggioranza, si spenderanno 43mila euro e non i 225mila dichiarati da Sala».

Nel frattempo la Lega Nord affonda un nuovo colpo politico nel centro destra, facendo perno proprio attorno al bilancio. Perché «se il commissario non ha pensato di stravolgere nulla di quanto avevamo abbozzato – spiega Patrizia Piva – significa che la passata Amministrazione stava facendo un buon lavoro». E quindi, alla luce di quanto accaduto ed in particolare «i comportamenti inaffidabili da parte di esponenti del Pdl – si legge in un manifesto murario del Carroccio – ci inducono ad escludere alleanze con il Pdl per le elezioni». E ancora, «non faremo alleanze con nessun partito o liste civiche che hanno al loro interno esponenti tesserati a partiti che hanno dato la fiducia al Governo Monti». Lasciando quindi intendere, fra le righe, un possibile sostegno alla civica dell’ex sindaco Sala.