Palazzolo: Comunità Papa Giovanni in cerca d’aiuto

«Il servizio civile nazionale è una grande ricchezza per la nostra realtà; è impensabile che lo Stato in quattro anni abbia tagliato i fondi del 400%».
Ad affermarlo è Matteo Vegis, promotore, insieme alla moglie Elisabetta Pedrali, della casa-famiglia della comunità Papa Giovanni XXIII di Palazzolo, aperta in via Bergamo, 16.

Una realtà radicata sul territorio, che si rifà al progetto di Don Oreste Benzi più di quarant’anni fa, ossia quello di creare delle vere e proprie case di accoglienza dove, famiglie allargate o singoli sposi diventano temporaneamente padre, madre, fratello e sorella di persone con handicap, minori in difficoltà, ex tossicodipendenti, etilisti e con problemi psichici.
La casa di Matteo ed Elisabetta risponde quindi a questa vocazione, accogliendo ogni anno quattro persone; un percorso importante di condivisione e crescita realizzato in collaborazione con i Servizi sociali del Comune. Aspetto molto importante della realtà di via Bergamo, come racconta Matteo, «è la presenza di ragazzi che trascorrono l’anno di servizio civile nelle attività di sostegno e supporto delle persone che accogliamo».

«Purtroppo per via dei tagli effettuati dallo Stato – prosegue Matteo -, questa presenza sta venendo meno, togliendo non solo forze alle realtà come la nostra, ma anche una costruttiva occasione di partecipazione civica e di arricchimento di valore sociale utile ai giovani».
Il messaggio di Vegis è chiaro: sensibilizzare il territorio per stimolare l’attenzione sull’importanza del servizio civile che «probabilmente anche per la mancanza di lavoro, sta registrando un forte aumento di richieste».

«Da soli non riusciamo ad assistere le persone che accogliamo – conclude Matteo – anche perché hanno bisogno di molta attenzione e di cure specialistiche. I ragazzi del servizio civile che sono stati da noi la ritengono un’esperienza indimenticabile, un esercizio di cittadinanza e di costruzione di un futuro di pace. Perché sacrificare e lasciar morire lentamente questa bella risorsa?».

di Roberta Bellino – www.giornaledibrescia.it