“PARCO DELLE TRE VILLE”, ecco il progetto definitivo.

L’idea di un Ecomuseo e di una riqualificazione del Parco delle Tre ville ha visto i lettori di QuiPalazzolo coinvolti direttamente nella progettazione: diverse idee lanciate dagli utenti sono state riprese e inserite nel progetto definitivo. Ad esempio:
– scelta di attrezzature ludiche-didattiche che aiutino a sviluppare i sensi, come l’udito o la vista in maniera divertente,
– percorsi e connessioni ciclabili
– potenziamento del collegamento con il parco “Le robinie” realizzato con la proposta di riapertura di un ingresso (posto dietro all’ospedale)
– insediare nella villa Lanfranchi la sede istituzionale del probabile Ecomuseo

“Il lavoro di raccolta del materiale, della progettazione e della stesura del documento finale è durato sei mesi” ci spiega Ferrari.
“L’iniziativa è stata molto coinvolgente, non solo perchè ho potuto dedicarmi a ridare una nuova identità ad una zona “abbandonata” di Palazzolo attraverso le conoscenze apprese durante i miei studi ma anche perchè ho potuto confrontarmi con i reali desideri di coloro che in un futuro usufruiranno del parco. L’esperienza ha generato un progetto sì personale ma sensibile nei riguardi del suo contesto, persone o manufatti che siano.”

“ErHo deciso di non presentare il lavoro tra le osservazioni del PGT” – prosegue l’architetto Ferrari – “molti dei obiettivi stabiliti nella proposta d’intervento sono già presenti nelle indicazioni del piano, mentre altri, più “architettonici” come il disegno dei sentieri, la scelta dei materiali o delle attrezzature ecc. sono scelte che difficilmente trovano posto in uno strumento come il PGT, che accoglie più indicazioni progettuali preliminari che progetti definiti nel dettaglio. Quindi rischiava di finire nel dimenticatoio”.

Ci riproponiamo di ripresentare il progetto ai nuovi amministratori visto l’apprezzamento trasversale ricevuto e il successo dell’iniziativa ”partecipata”.

              (Clicca sull’immagine per sfogliare il progetto definitivo)
(Clicca qui per il testo integrale della tesi di E. Ferrari)

La redazione è orgogliosa dell’iniziativa e della importante partecipazione dell’utenza all’ideazione di un Parco ora semi-abbandonato e ringrazia tutti gli utenti che hanno approfondito, criticato e avanzato proposte costruttive. Ringraziamo Enrico Ferrari per la fiducia che ha accordato al blog, l’ex assessore all’Urbanistica Raccagni e l’architetto Rovati per l’interessamento al Progetto, l’amministrazione Comunale che ha fornito documenti importanti sull’area in oggetto e Francesco Ghidotti per l’approfondimento storico.

Il progetto resterà visibile e consultabile nell’ AREA PROGETTI del blog. Chiunque volesse approfondire o avanzare proposte progettuali di questo tipo può contattare la redazione di QuiPalazzolo.it scrivendo a quipalazzolo@gmail.com

La redazione

Di seguito un estratto dalla tesi dell’architetto Ferrari sul Piano di Recupero del ‘Parco delle Tre Ville’. Buona lettura…

ESTRATTO TESI ENRICO FERRARI: IL PARCO DELLE TRE VILLE

Il Parco Tre Ville è un’area verde urbana del comune di Palazzolo sull’Oglio (BS) conosciuta da molti ma vissuta da pochi. La presenza del castello e del suo carattere dominante, l’eleganza delle tre ville, intrise da un fascino nostalgico, e la rigogliosa vegetazione, non sono bastati ad attirare negli anni l’attenzione verso coloro che potevano intervenire per riqualificare l’area. Lo scenario è rimasto immutato nel tempo e nessuno ha saputo evidenziare il potenziale che possiede. Un potenziale inespresso, che con gli anni è andato ad affievolirsi a causa del forte degrado a cui è sottoposto.

Il lavoro di Tesi è dedicato alla redazione di un Piano di Recupero, il quale propone una serie di interventi concreti e realizzabili con l’obiettivo di ritrovare l’essenza originale del parco. Il processo di progettazione termina con l’evoluzione del parco nella sede istituzionale di un probabile Ecomuseo.

L’operazione non si limita alla sola progettazione ma prende in esame le previsione del Piano di Governo del Territorio che è in fase di adozione, cercando un dialogo con i principi di tale strumento urbanistico.

Il progetto quindi non si limita al perimetro del solo ambito d’intervento ma coinvolge anche il contesto in cui è inserito, collegandosi alla “rete verde” prevista nel quadro di sintesi del Documento di Piano e potenziando le connessioni con il centro storico cittadino.

Lo step successivo del procedimento consiste nello specificare le risorse economiche che il comune ha a disposizione, cercando di intuire chi possa contribuire alla realizzazione del piano.

Si dimostrano quindi utili gli 11 Ambiti di Trasformazioni individuati nel PGT, i Piani Attuativi e la programmazione triennale delle Opere Pubbliche stabilita dalla commissione comunale.

Individuando le spese inadeguate o i sovradimensionamenti degli standard qualitativi è possibile identificare le probabili fonti economiche per la fattibilità del piano di recupero.

Un ruolo fondamentale è assunto anche dalla Regione Lombardia, la quale mette a disposizione un contributo per operazioni finalizzate alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali in materia di Ecomuseo. […]