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12 dicembre 2018

Cava di Telgate, per la Regione si può andare avanti


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La Regione Lombardia nega l’improcedibilità della valutazione di impatto ambientale per la cava di Telgate. E dichiara valido il piano cave di Bergamo, affermando poi la possibilità per la Provincia orobica di «assumere ogni determinazione in merito al rilascio dei provvedimenti autorizzativi di competenza, compresi pertanto pareri e contributi ai fini della Via».
Brutto colpo da incassare per il Comune di Palazzolo, che sul tema aveva speso addirittura due Consigli comunali. Il documento uscito il 2 marzo dagli uffici del Pirellone è chiaro: non è possibile dichiarare l’improcedibilità della valutazione di impatto ambientale regionale relativa al progetto di gestione produttiva della cava di Telgate con recupero delle aree mediante attivazione di impianto di discarica per rifiuti inerti, come invece era stato richiesto dal Consiglio comunale di dicembre.

La controversa seduta consiliare si era infatti aperta con una mozione presentata dal Partito democratico per la richiesta di sospensione dei procedimenti in corso sul progetto di recupero dell’Ateg39 in attesa della conclusione delle indagini che stavano interessando l’impresa Locatelli. Dall’altra parte l’allora sindaco Alessandro Sala replicava alla mozione, ribadendo il contenuto della lettera inviata il 15 dicembre al Pirellone, in forza della sentenza del Tar di Brescia del 21 ottobre che aveva annullato il Piano cave della provincia di Bergamo, e chiedeva che la mozione fosse integrata con l’improcedibilità della valutazione di impatto ambientale.

L’accordo era stato raggiunto qualche giorno dopo con l’approvazione della mozione emendata che aveva messo d’accordo il Consiglio comunale: il testo proponeva la richiesta di improcedibilità della Via relativa al progetto di gestione produttiva dell’Ateg39 e in subordine di sospensione dei procedimenti in corso.
La Regione ora offre però disco rosso alla richiesta del Comune, riferendo inoltre che la Via regionale risulta «tuttora in corso di istruttoria» e che, «per la mancanza di univocità delle sentenze depositate» dal Tar di Brescia, il Piano cave di Bergamo è da considerare ancora vigente.

(fonte: giornaledibrescia.it)

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