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16 novembre 2018

Cuore di cane


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Cuore di cane è un romanzo breve scritto da Michail Bulgakov  (forse qualcuno ricorda “il Maestro e Margherita“? Merita una lettura e/o una rilettura, secondo me).
La storia è magnifica, ben scritta, originale e divertente.
Non manca il graffio del sarcasmo, la critica sociale, la sottile arte del Letterato che fa passare le sue idee (se pensa con la sua testa son quasi sempre in direzione ostinata e contraria, giusto per citare il Gallo) con leggerezza e delicata ironia.
Comunque arriviamo al sodo che il tempo passa e non posso farvi perdere la pazienza.
Siamo a Mosca nel 1924: la rivoluzione sta scombussolando il sistema e i bolscevichi dilagano.
Il professor Filìpp (eccetera), eminente scienziato, vive in un borghese, ricco appartamento con tutti gli annessi e connessi. Riceve i pazienti e conduce un’esistenza di benessere e prestigio: le sue ricerche scientifiche lo hanno portato a scoprire una straordinaria tecnica chirurgica che permette alle persone di ringiovanire. E quindi i moscoviti e le moscovite ricche si recano dal luminare per ricevere, previo esborso di fior di rubli, i magici trattamenti che donano loro gioventù e vigore. Insomma, non c’era il viagra ma grossomodo siamo lì.
Com’è come non è, una sera il Filippo vede ‘sto cane in un portone (un cagnaccio macilento, scottato su un fianco, decisamente provato dalla vita di strada, disposto a qualsiasi cosa per un pezzo di carne avariata o una fetta di salame… Un canbarbone senza padrone alla mercè delle pedate e del gelo di un inverno russo) e se lo porta a casa.
Per Pallino, cane sfigato ma intelligente, si aprono le porte del Paradiso: cibo, calore, confort extralusso. Tutto quello che un cane poteva sognare!
Ma una sera, trac.
Il Professore (insieme al giovane e zelante assistente) mette in atto quello che evidentemente era un piano prestabilito: Pallino sarà operato. E che operazione: un esperimento scientifico di enorme importanza. Qualcosa che cambierà i destini del mondo…
Al povero Pallino vengono innestati testicoli umani e sostituita l’ipofisi, una piccola ghiandolina del cervello. L’operazione, delicatissima, lascia tra la vita e la morte per giorni e giorni il povero cane che, però, a dispetto delle previsioni, sopravvive.
Dopodiché, sotto gli occhi esterrefatti del Professore e dell’assistente, nonché della cameriera e della cuoca, Pallino subisce un’impressionante metamorfosi.
Giorno dopo giorno assume caratteristiche, postura, sembianze e atteggiamenti umani.
Ma purtroppo c’è stata una gravissima leggerezza che cambia completamente la direzione di quello che indubbiamente sembra essere un successo scientifico senza precedenti.
I -diciamo così- pezzi di ricambio appartengono a un disgraziato poco di buono: il morto a cui son stati prelevati testicoli e ipofisi era un farabutto senza scrupoli, ladro alcolizzato violento e chi più ne ha più ne metta.
E difatti Pallino dal suo involontario donatore apprende tutto quello che c’è da apprendere da un cattivaccio, sommando la sua natura di cane a quella di delinquente: un risultato disastroso.
Ne combina di cotte e di crude ma il lettore, e qua sta la grandezza dell’Autore, si rende conto che è molto meglio il cane della persona e che non c’è peggior bestia dell’uomo incivile.
Detta papale papale.
Comunque la storia evolverà, ci sarà un finale e via discorrendo.
Ma questo non si scrive mica nelle recensioni.
Ciao.

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