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16 novembre 2018

80 profughi a Palazzolo? “L’arrivo di profughi non dipende dal Comune”, la versione del sindaco Zanni


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Si è discusso molto negli ultimi giorni in merito ad un possibile arrivo di 80 profughi a Palazzolo presso la struttura Ca del Cà (strada per Pontoglio) di proprietà della Cds Holding di Erbusco. Ai commenti di cittadini e politici che si sono sviluppati sulla pagina facebook del blog, si aggiunge la puntualizzazione del sindaco di Palazzolo Gabriele Zanni che qui riportiamo integralmente. In coda, invece, alcuni dei commenti dei lettori.

GABRIELE ZANNI
“Forse non è chiaro un concetto a qualcuno, oppure gli conviene ignorarlo. L’arrivo o meno di richiedenti asilo o profughi non dipende dal Comune, ma indipendentemente dalla volontà del Sindaco se una realtà privata mettesse a disposizione la propria struttura e ci fosse una necessità valutata dalla Prefettura non ci sarebbero strumenti per impedirlo. In una situazione come questa, dove i poteri delle amministrazioni locali sono pressoché nulli, le strade sono o attendere che ciò accada (e non mi pare che sia cosa opportuna, perché la questione igienico sanitaria, di sicurezza e tutte le problematiche connesse a numeri così importanti riguardano tutta la cittadinanza e non solo la struttura in sé) oppure trovare e proporre alternative più gestibili, in modo da poter dire: “scusate Tanto ma noi abbiamo fatto quanto nelle nostre possibilità, ora magari anche qualcun altro si assuma le proprie responsabilità”.

Questo significa far politica al di là di convinzioni o posizioni ideologiche. Invito poi a fare ricerche più accurate sull’origine di alcune cooperative “romane”, che non mi pare appartengano alle aree indicate dai MOS. La gran parte di quelle bresciane poi che si occupano di questa emergenza lo fanno senza fare business, ma con microprogetti che si prendono cura della parte sanitaria delle persone accolte, dell’aspetto giuridico, dell’insegnamento della lingua e di fare vera integrazione per quelli, la stragrande minoranza, che restano in Italia. Questo vuol dire dare lavoro in gran parte lavoro ad italiani, con soldi che non vanno in tasca ai richiedenti asilo, che nella quasi totalità sono erogati dall’Unione Europea ed il Comune non tira fuori una lira, né prima né dopo, perché all’interno di questi progetti i richiedenti non possono chiedere la residenza nel Comune ove soggiornano e quindi beneficiare di prestazioni sociali. Questa è la realtà.

Chi invece ragiona su grandi numeri, e dico “numeri” non a caso, a mio parere è poco interessato a fare vera accoglienza o a trovare soluzioni meno impattanti e gestibili a questo fenomeno. Che si può anche nascondere sotto il tappeto, ma rimane comunque e quindi va affrontato, con la responsabilità cui è tenuto un Sindaco od un amministratore locale. Urlare per urlare serve a poco se poi non si affrontano veramente i problemi. Capisco la rabbia e la frustrazione di tanti, ma se ci si fermasse a ragionare in maniera più attenta e razionale sui problemi, senza pensare che chi non la vede come me è scemo e agisce per danneggiarmi forse si capirebbe che la realtà è molto più complessa di quello che appare e le soluzioni facili a mio parere non sono sempre, anzi quasi mai, quelle giuste”

>>ALCUNI COMMENTI DEI LETTORI<<

ASSOCIAZIONE MOS:
“Le dichiarazioni del Sindaco, non trovano la nostra piena felicità per le seguenti motivazioni:
1.Il Sindaco ha espresso “perplessità per questo tipo di soluzione”. Non per l’operazione in sè. Sono due cose ben diverse!!!
2.Le “perplessità” nascono dal fatto che l’associazione promotrice 
“Domus Caritatis” di Roma non sia presente/operante sul territorio. In 
concreto sta dicendo che se la stessa proposta fosse venuta, per esempio(a caso), dalla Fondazione Galignani, rispettando i canoni abitativi vigenti, sarebbe stato tutto ok. 
3.“Per il momento vi rassicuro”,già.. per il momento.. perché se domani una realtà locale dovesse chiedere di ospitarne una ventina la risposta sarebbe sicuramente diversa.
4. Il Primo Cittadino ribadisce la volonta di accogliere piccoli gruppi di richiedenti asilo (fonte BsOggi). COME VOLEVASI DIMOSTRARE.”

GIO DU’
Sarebbe interessante sapere come ha fatto una Onlus romana a sapere che in piccolo centro lombardo, per loro penso sconosciuto, c’era un posto così disponibile …che non è una cascina (lo era prima)ma un complesso ristrutturato parecchi anni fa da privati durante un altra amministrazione con attualmente e da allora (vado a memoria non è vangelo)consta di 16 mini ma mini monolocali con corte ora lasciata brada….e come faccia a contenere regolarmente anche 55 persone al posto di 80 (magra consolazione).provate voi ad andare in comune a domandare abitabilità per un mini monolocale …al massimo in due persone vi diranno……o le regole valgono solo per noi?”

CLAUDIO MURATORI
L’unica maniera per fare soldi con un investimento immobiliare sbagliato !!! E passare per benefattori!”

FILIPPO CAPOFERRI
Si chiama italia ma equivale al resto del mondo questa nazione!! Schifoo!!”

GIOVANNI MAZZOTTI
 Bravo Sindaco!”

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