Vai a…
RSS Feed

17 Gennaio 2019

Parlano i santi, di Francesco Ghidotti


Facebooktwittergoogle_plusmail

Mi aggiravo nei pressi del castello, oggi, primo novembre, festa di tutti i Santi. Nel silenzio di questo bel mattino, mi parve di udire la voce di San Fedele che, dall’alto della Torre, si rivolgeva agli altri santi che, come lui, da quasi 200 anni sono sulla Torre.

Anche se in distintamente,  perché la sua parlata era quella dei santi, mi parve di capire che li invitava a fare festa, quella festa che oggi tutti i santi del cielo fanno davanti al Padreterno.

I colleghi, così mi permetto di chiamarli, senza mancare loro di rispetto, che ornano la prima balconata, e sono : Fermo, Giovanni il Battista, Maria Maddalena, Paolo, Pietro, Rocco, Rustico, Sebastiano, hanno un segno di assenso.

Continuo a seguire questo scambio fra Santi.

Chiede la parola Pietro, che come ha voluto Gesù, è  la pietra angolare sulla quale si regge la chiesa. La sua prima domanda riguarda la loro vicenda personale. Pietro sa che, come lui, sono tutti martiri , ad esclusione di Rocco e Maria Maddalena. Va più a fondo e vuole sapere chi di loro ha avuto una chiesa, grande a piccola, a Palazzolo. Fedele una cappella addossata alla vecchia pieve, Giovanni Battista il battistero, accostato alla facciata della stessa pieve, la Maddalena una chiesa distrutta nel 1754 per far posto alla nuova parrocchiale, Pietro la chiesa sulla strada per Telgate, Rocco sulla strada per Chiari, Sebastiano a Mura.

Ora Fedele, che prima di loro ha preso posto sulla cupola nel 1826,  li sollecita a riferire ciò che vedono dalle loro posizioni.  Lui può vedere solo verso ovest.

La Maddalena, che per esperienza diretta, poiché una sua statua è sulla facciata della nuova parrocchiale, e guarda solo verso est, vuole fare una precisazione: si parli prima di tutto di fatti accaduti dal 1832 in avanti, cioè da quando sono sulla balconata, e noti a tutti, indipendentemente da dove essi volgono lo sguardo.

Tutti vogliono intervenire,tanti sono gli eventi a cui hanno assistito. Sebastiano li precede nel ricordare la triste notte del febbraio 1893 quando la cupola si incendiò e le fiamme avvolsero poi la statua di Fedele. allora di legno, che cadde  a pezzi nella seriola sottostante.

(continua…)

 

Altre storie daDiario